La compagnia spaziale Blue Origin, fondata da Jeff Bezos, ha deciso di posticipare il lancio inaugurale del suo razzo New Glenn, previsto inizialmente per la mattina di lunedì 13 gennaio.
Il rinvio è stato causato da un problema tecnico non specificato che ha coinvolto uno dei sottosistemi del razzo.
Nonostante i frequenti rinvii che caratterizzano le missioni spaziali, questa situazione ha sollevato nuove preoccupazioni sul rispetto dei tempi di un lancio molto atteso.
Problema tecnico e sfide atmosferiche
Il razzo New Glenn, che misura circa 97 metri di altezza, era stato già preparato per il lancio nella piattaforma di Cape Canaveral, in Florida, dove Blue Origin aveva fissato una finestra di lancio di tre ore a partire dalle 7:00 italiane di oggi, 13 gennaio.
Nonostante il razzo fosse già pronto, un’imprevista complicazione tecnica ha costretto la compagnia a fermarsi.
Secondo quanto riportato dal giornalista Eric Berger di Ars Technica, il team di Blue Origin si trovava già nelle fasi finali del conto alla rovescia e avrebbe avuto bisogno di almeno 48 ore per ripristinare il razzo e correggere il guasto.
Oltre al problema tecnico, Blue Origin si trova a fronteggiare anche condizioni atmosferiche avverse nell’Oceano Atlantico.
Queste complicano il recupero del razzo, un’operazione che la compagnia intendeva realizzare avvalendosi di una nave-drone, come già fa SpaceX per i suoi razzi Falcon 9.
Il successo della missione, lo ricordiamo, dipende non solo dal lancio ma anche dalla capacità di recuperare il razzo New Glenn, un passo fondamentale per dimostrare la sostenibilità economica delle missioni spaziali a lungo termine.
Il futuro di New Glenn e gli obiettivi di Blue Origin
Il razzo New Glenn riveste una grande importanza per Blue Origin, che sta cercando di fare il suo ingresso nel mercato dei lanciatori pesanti, attualmente dominato da SpaceX.
Finora Blue Origin si è concentrata principalmente su lanci di satelliti e missioni suborbitali con il razzo più piccolo New Shepard.
Con New Glenn, la compagnia punta a conquistare un mercato strategico, già preso di mira da giganti come SpaceX, e a lanciare carichi utili in orbita per clienti come la NASA, la Space Force e la stessa Amazon. Senza dimenticare il progetto Kuiper, che mira a fornire Internet satellitare a livello globale.
Il razzo New Glenn ha già completato i test di base ed è stato trasferito sulla piattaforma di lancio di Cape Canaveral il 9 gennaio, con l’obiettivo di partire il 12 gennaio.
Le aspettative per il lancio
L’obiettivo principale di Blue Origin per il primo volo del New Glenn rimane quello di raggiungere l’orbita in sicurezza.
La compagnia ha sottolineato che qualsiasi successo oltre a questo, come il recupero del razzo, sarà un “bonus” per la missione.
Se il razzo riuscirà a raggiungere l’orbita, trasporterà un dimostratore della navetta spaziale Blue Ring, un progetto che rappresenta uno degli elementi fondamentali della visione futura di Blue Origin per lo sviluppo di un’economia spaziale.


