Blue Origin: New Glenn atterra per la prima volta

by | 14 Nov 2025 | Aerospace

Foto: Blue Origin
Tempo di lettura: 3 minuti

Il volo di ieri ha segnato una svolta per Blue Origin. Per la prima volta, infatti, il booster del mega-razzo New Glenn è riuscito ad atterrare su una nave drone nell’Atlantico, al secondo tentativo, replicando un’impresa finora appannaggio esclusivo di SpaceX.

Non è solo una prodezza ingegneristica: l’atterraggio controllato è il cuore dell’economia del New Glenn, perché apre alla riutilizzabilità del lanciatore, e quindi alla riduzione drastica dei costi di accesso allo spazio.

È la stessa logica che negli ultimi dieci anni ha permesso a Elon Musk di costruire il predominio globale di SpaceX.

Due sonde verso Marte (e un messaggio alla NASA)

Il successo non era affatto scontato. Durante il primo volo di gennaio, il booster del New Glenn era esploso prima di tentare l’atterraggio, costringendo Blue Origin a un’indagine congiunta con la Federal Aviation Administration per apportare correzioni critiche al razzo. Il fatto che il secondo tentativo sia andato a buon fine cambia però completamente lo scenario competitivo.

L’atterraggio perfetto peraltro non è stata l’unica conquista del volo. Trentaquattro minuti dopo il decollo, lo stadio superiore del New Glenn ha rilasciato con successo il suo primo payload commerciale: due veicoli spaziali della NASA diretti verso Marte per studiare l’atmosfera del pianeta rosso.

È un doppio successo che pesa in modo particolare, considerando che si tratta appena del secondo lancio operativo di un sistema tanto imponente. E il risultato arriva in un momento delicato per i rapporti con la NASA.

Da anni Blue Origin sta cercando di ritagliarsi un ruolo più solido nei programmi lunari e, più in prospettiva, nelle missioni marziane. Il governo ha chiesto a SpaceX e allo stesso team di Bezos di accelerare i lavori, tant’è che l’amministratore ad interim dell’agenzia, Sean Duffy, ha criticato pubblicamente Bezo e Musk per i progressi troppo lenti.

Blue Origin aveva dunque bisogno di dimostrare di poter reggere il ritmo, il che spiega perché il CEO Dave Limp abbia dichiarato che l’azienda “muoverà mari e monti” per aiutare la NASA a tornare sulla Luna il prima possibile. Senza un New Glenn pienamente operativo, però, quella promessa resterebbe più difficile da mantenere.

La rivalità Bezos–Musk

Il successo del New Glenn arriva inevitabilmente letto attraverso la lente della competizione con SpaceX, che oggi domina il mercato globale dei lanci con Falcon 9, Falcon Heavy e Starship. È una rivalità industriale ma anche narrativa, spesso alimentata dal confronto pubblico tra Musk e Bezos.

Lo stesso ecosistema spaziale ha riconosciuto la portata dell’evento. La CEO di SpaceX, Gwynne Shotwell, ha commentato su X con un semplice “Magnificent!”, mentre Musk ha offerto le proprie congratulazioni poco dopo.


Una cortesia rara, ma anche un segnale: Blue Origin è finalmente entrata nella partita dei lanciatori riutilizzabili, il terreno dove SpaceX ha costruito il suo vantaggio competitivo.

La capacità di far atterrare il booster è solo il primo passo. Ora Blue Origin dovrà dimostrare di saperlo rimettere a nuovo e rilanciarlo, il che è la vera metrica che decide chi sopravvive nella nuova space economy. SpaceX ha impiegato anni per perfezionare un ciclo di riuso affidabile; Blue Origin, per recuperare il gap, dovrà farlo molto più rapidamente.

La strategia dietro il New Glenn

La competizione non riguarda solo i record tecnologici ma anche il flusso di contratti governativi e commerciali che sostengono l’intero settore. I prossimi grandi appalti NASA (i lander per Artemis, le missioni verso Marte, i contratti cargo per la futura stazione spaziale commerciale), rappresentano una fetta cruciale del futuro business.

In tale contesto, il volo di ieri diventa molto più di un evento tecnico: è un messaggio politico-industriale. Per Blue Origin significa poter dimostrare che la propria architettura è pronta a crescere e diventare un’alternativa credibile a SpaceX, proprio nel momento in cui l’agenzia americana ha bisogno di diversificare i partner e ridurre i rischi. Per gli Stati Uniti, invece, significa poter contare su un ecosistema spaziale più articolato, più resiliente e meno dipendente da un unico attore.

Il successo del New Glenn non chiude la distanza con SpaceX ma la riduce sensibilmente. È il primo vero segnale che la corsa privata allo spazio potrebbe diventare un duopolio. E per la NASA, che ha bisogno di arrivare presto sulla Luna e sviluppare capacità marziane affidabili, avere due giganti in competizione è un vantaggio strategico.

Fonte: Blue Origin

POTREBBE INTERESSARTI

Geely

Geely (che controlla Volvo), ottiene il primo via libera privato cinese all’IoT satellitare

È la prima azienda privata cinese autorizzata a sperimentare commercialmente l’IoT satellitare. La sua costellazione punta a superare i 5.600 satelliti e per due anni...
elon musk jensen huang spaceX

Da Google a Nvidia, ecco chi ‘possiede’ SpaceX

L’IPO porta alla luce le partecipazioni dei grandi investitori: Alphabet guida la classifica, mentre Nvidia possiede quasi 123 milioni di azioni.

europa ariane 6

L’Europa vuole la sovranità nello spazio. Ma nel 2030 potrebbe non avere abbastanza razzi

Bruxelles ha appena accelerato la costellazione europea a 348 satelliti. Ma Ariane 6 dovrebbe arrivare a circa 15 lanci all’anno, mentre SpaceX ne ha effettuati 170 nel...
EU Europa IRIS²

L’Europa accelera IRIS²: altri 66 satelliti per ridurre la dipendenza dagli USA

Il nuovo piano aumenta del 60% la capacità di comunicazione governativa sicura nell’UE e apre alla competizione con Starlink anche nel direct-to-device.

starship spacex

SpaceX deve rendere affidabile Starship

Mentre un rottame del Falcon 9 si schianta sulla Luna, a Wall Street è sempre più chiaro che nessuno dei progetti più ambiziosi dell’azienda è possibile senza che...
spacex

Quanto vale l’IA di SpaceX? A 100 dollari, per il mercato, nulla

Dopo il debutto record le azioni cedono, e molti investitori scommettono su un calo fino a 100 dollari quando gli insider potranno vendere. A quel livello...
SpaceX Anthropic

SpaceX mostra agli investitori un dispositivo IA, Musk smentisce

SpaceX avrebbe mostrato agli investitori un prototipo di dispositivo IA più sottile di un iPhone. Musk lo smentisce, ma il titolo crolla comunque in borsa.

SpaceX Anthropic

SpaceX vuole vendere contratti telefonici Starlink agli americani

Elon Musk prepara la sfida a Verizon, AT&T e T-Mobile. Ma per alcuni è solo una leva negoziale per strappare accordi migliori.

masayoshi son sam altman

Masayoshi Son ridimensiona i data center orbitali di Musk e Bezos

Mentre Musk, Bezos e Google guardano all’orbita, il maggiore finanziatore di OpenAI punta tutto sulla potenza di calcolo terrestre.

spacex

SpaceX crolla in Borsa: bruciati 400 miliardi dopo l’euforia dell’IPO

Dopo il debutto da record a Wall Street, SpaceX finisce sotto pressione: pesano i tassi, il debito da rifinanziare e una valutazione costruita anche sulla promessa...
Share This