BlackBerry è dentro 275 milioni di auto e nessuno lo sa

by | 3 Mag 2026 | Automotive

Riassunto IA
  • QNX, divisione di BlackBerry, è il sistema operativo alla base dei sistemi di sicurezza in 275 milioni di veicoli e in numerosi dispositivi medici e industriali.
  • La svolta strategica dall’infotainment al software di sicurezza, deciso nel 2014 dopo la perdita del contratto Audi a vantaggio di Google, ha trasformato una divisione trascurata nella principale fonte di fatturato dell’azienda.
  • Con otto trimestri consecutivi in utile e un portafoglio ordini futuri vicino al miliardo di dollari, BlackBerry punta a una crescita ulteriore grazie all’integrazione nei veicoli di nuova generazione di BMW e Mercedes-Benz.
Tempo di lettura: 3 minuti

Quando John Wall dice alle persone dove lavora, nessuno capisce di cosa stia parlando. “Se dico che lavoro a QNX,” racconta, “non sanno cosa significhi”. Ma appena spiega che tecnicamente lavora per la società che possiede QNX, la reazione è sempre la stessa: BlackBerry esiste ancora? Sì. E no, non produce più telefoni.

L’azienda un tempo nota come Research In Motion (RIM) ha abbandonato i dispositivi portatili un decennio fa. La società canadese che negli anni 2000 aveva inventato lo smartphone aziendale (quello con la tastiera fisica, per intenderci), nel 2013 aveva già adottato come nome ufficiale quello del suo prodotto di punta: BlackBerry.

Eppure un numero sorprendente di persone usa ancora BlackBerry ogni giorno, senza saperlo.

Il software invisibile che tiene le auto in corsia

Il prodotto più redditizio di BlackBerry non è l’hardware ma il software nascosto in 275 milioni di veicoli in circolazione nel mondo.

È una tecnologia che non si vedrebbe neanche cercandola: “Su un’auto non vedrete mai il logo di QNX,” dice Wall, presidente della divisione. “Quello che vedrete è un’esperienza migliore”.

QNX è un sistema operativo in tempo reale, progettato cioè per rispondere agli eventi nell’istante stesso in cui accadono. È lui che abilita gli avvisi di collisione, le notifiche per i punti ciechi, il cruise control adattivo, il rilevamento dei pedoni, la correzione di traiettoria quando si rischia di uscire dalla corsia.

Wall ama paragonare i suoi ingegneri a idraulici ed elettricisti: sono responsabili delle cose di cui abbiamo bisogno e che non vediamo mai. In una casa sono tubi e cavi, in un’auto è il software che sta sotto tutto il resto. “Siamo le fondamenta,” dice. “Tutto ciò che c’è di bello sopra non funzionerebbe senza fondamenta solide”.

La reputazione di QNX in questo campo è costruita su decenni. Nel 2003, un cliente disse scherzosamente a Fortune: “L’unico modo per non far funzionare questo software è sparare un proiettile nel computer che lo esegue”.

Negli anni quella reputazione si è diffusa oltre l’automotive: oggi la tecnologia QNX è integrata in robot chirurgici e decine di dispositivi medici. I pazienti mettono la vita nelle mani di medici, infermieri e, anche, di BlackBerry.

Da 83 miliardi a 3: il crollo e gli anni dell’abbandono

Per capire come si è arrivati qui, bisogna tornare al disastro. La capitalizzazione di mercato di BlackBerry aveva toccato gli 83 miliardi di dollari nel 2008. Oggi vale 3 miliardi e Apple fa più vendite in una mattina di quante BlackBerry ne faccia in un anno intero.

QNX era stata acquisita nel 2010 proprio per tentare di rilanciare la linea di smartphone: l’idea era usare il suo sistema operativo come base per la nuova generazione di dispositivi. Non funzionò.

Mentre gli ingegneri lavoravano ai telefoni, Wall e il suo piccolo team rimasero dove erano, a lavorare al software per auto, con gli indirizzi email QNX invariati. Per anni la divisione fu ignorata dal resto dell’azienda. “Nessuno ci prestava attenzione,” racconta Wall. “Non guadagnavamo abbastanza per essere rilevanti.”

Fu un vantaggio. Lasciati a sé stessi, fecero progressi nei sistemi di infotainment per auto sufficienti ad attirare l’attenzione della Silicon Valley. Poi Google lanciò il suo sistema Android per le auto e Apple sottrasse ingegneri a QNX per lavorare al progetto della mai realizzata Apple Car.

Di nuovo, sembrava che BlackBerry stesse per essere schiacciata.

La birra che cambio la strategia

Nel 2014, Wall fece un viaggio nella Silicon Valley per incontrare uno dei principali clienti di QNX. Il capo dell’ingegneria di Audi gli disse che la casa automobilistica stava passando a Google per l’infotainment.

Ma non stava interrompendo il rapporto: la prossima generazione di auto avrebbe avuto bisogno di funzionalità di sicurezza affidabili che ancora non esistevano. Wall capì dove andare.

Invece di continuare a lottare per il controllo degli schermi del cruscotto, un terreno su cui Google e Apple avevano risorse e ambizioni incomparabili, QNX avrebbe potuto dominare il software che sta sotto. Quello cioè che i costruttori automobilistici non possono permettersi di sbagliare, e che i giganti tecnologici avevano tenuto fuori dai radar.

“Le circostanze che ci portarono a perdere l’infotainment,” dice Wall, “indirizzarono l’azienda nella direzione giusta, che lo capissimo o meno in quel momento.” La verità è che non c’era scelta: “Dovevamo prendere quello che avevamo e capire: dove andiamo adesso?”

BlackBerry: otto trimestri in utile

La svolta ha funzionato. QNX rappresenta oggi la metà del fatturato totale di BlackBerry e nell’ultimo anno fiscale ha registrato ricavi record di 268 milioni di dollari, in crescita del 14%.

L’azienda ha chiuso otto trimestri consecutivi in utile, la prima volta dagli anni in cui il suo prodotto di punta competeva con l’iPhone. Il portafoglio ordini futuri ha raggiunto quasi 950 milioni di dollari, in crescita dell’85% nell’ultimo anno. BMW integrerà QNX nella prossima generazione di veicoli della piattaforma “Neue Klasse”. Mercedes-Benz sta già testando una versione anticipata del sistema.

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Dall’ultima call sugli utili, il titolo è salito del 50%. Rispetto al picco del 2008 è ancora giù del 96% ma il CEO ha lanciato il nuovo messaggio: “La storia di BlackBerry è ora una storia di crescita.”

Fonte: Wall Street Journal

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