Negli Stati Uniti la raccolta dei rifiuti sta vivendo un’accelerazione tecnologica che promette di rivoluzionare un settore spesso trascurato ma di grande importanza per le città.
Bidoni a guida autonoma, container centralizzati, camion elettrici silenziosi e intelligenza artificiale applicata al riconoscimento dei materiali sono già realtà in fase sperimentale a New York, Chicago, San Francisco e in altre grandi metropoli.
Si tratta di innovazioni nate per affrontare l’enorme quantità di rifiuti generati dalla società americana, ma che potrebbero presto arrivare anche in Europa.
Il peso dei numeri
Secondo l’ultimo Global Waste Index, gli Stati Uniti producono951 chili di rifiuti urbani pro capite all’anno. In Europa il quadro è diverso, anche se non privo di criticità: la media si attesta a 511 chili pro capite, con l’Italia che nel 2022 ha raggiunto quota 486 chili per abitante.
La differenza racconta due modelli di consumo opposti. Negli Stati Uniti il riciclo fatica a decollare, mentre nell’Unione Europea quasi la metà dei rifiuti viene riciclata e solo il 22 per cento finisce in discarica.
In Italia ci sono punte di eccellenza come Parma, dove la raccolta differenziata ha superato l’80 per cento e la frazione secca residuale si è ridotta di oltre due terzi, o Milano, che recupera quasi l’87 per cento della frazione organica.
La scommessa americana
Il sistema statunitense sta puntando molto sul modello single stream, che prevede di gettare tutti i rifiuti in un unico contenitore per poi separarli a valle con l’aiuto di telecamere e robot alimentati dall’intelligenza artificiale.
È una soluzione che semplifica la vita dei cittadini ma che in Europa susciterebbe più di una perplessità, dato che il sistema attuale è ormai radicato e garantisce tassi di riciclo elevati.
L’intelligenza artificiale, però, può rappresentare un vantaggio anche per noi: negli Stati Uniti viene già utilizzata per identificare apparecchi elettronici contenenti materiali preziosi come rame, argento e terre rare, che possono essere recuperati prima di finire in discarica.
Un’applicazione di questo tipo, inserita in un modello di raccolta differenziata già avanzato come quello europeo, potrebbe aumentare ulteriormente l’efficienza e la sostenibilità del sistema.
Nuove tecnologie e vecchi problemi
Tra le novità americane ci sono i bidoni intelligenti dotati di sensori in grado di segnalare quando sono pieni o maleodoranti, in modo che il ritiro avvenga solo quando necessario.
In alcune città, inoltre, si sta sperimentando la cosiddetta containerizzazione, con grandi cassonetti centralizzati a servizio di interi quartieri. A supporto di questo modello arrivano anche prototipi di piccoli robot elettrici che possono essere prenotati on demand, come un Uber, e che trasportano i rifiuti dai condomini ai container principali.
Sono soluzioni che in Europa potrebbero trovare spazio nelle aree metropolitane, dove il problema non è solo la raccolta ma anche dove collocarli e come farli transitare negli spazi urbani. Al tempo steso, la viabilità dei nostri centri abitati presenterebbe più di una problematicità per questi veicoli robottizati.
Camion elettrici e costi operativi
Un capitolo a parte riguarda i camion della nettezza urbana. Negli Stati Uniti i nuovi prototipi elettrici non puntano solo su emissioni zero e riduzione del rumore, ma integrano soluzioni tecniche di grande interesse anche per noi europei.
Alcuni modelli, come il Volterra ZSL, sono dotati di un loader laterale automatizzato che permette di raccogliere i bidoni senza far scendere l’operatore, e vantano un raggio di sterzata ridotto che li rende particolarmente agili nelle strade strette.
Si tratta di caratteristiche che potrebbero fare la differenza nei centri storici italiani, dove la raccolta dei rifiuti è ancora spesso complessa e rumorosa. Banalmente, meno un camion è costretto a mettere la retro, meno gli abitanti sentiranno l’allarme quando la marcia viene innestata.
A questi vantaggi si aggiunge la riduzione dei costi operativi: i camion elettrici hanno meno parti meccaniche, richiedono meno manutenzione e offrono un ciclo di vita più economico rispetto ai mezzi tradizionali.
Europa e Stati Uniti, la raccolta a confronto
Il confronto tra Stati Uniti ed Europa evidenzia due percorsi diversi. Da una parte c’è un Paese che produce enormi quantità di rifiuti e cerca di recuperare terreno attraverso l’innovazione tecnologica, dall’altra un continente che ha già consolidato buone pratiche di riciclo e differenziazione ma che potrebbe trarre beneficio da alcune delle soluzioni sperimentate oltreoceano.
L’Italia, in particolare, ha già dimostrato di saper raggiungere livelli eccellenti di riciclo urbano ma ha ancora margini di miglioramento nella gestione dei costi, nella riduzione del rumore e nell’ottimizzazione logistica.
La sfida, oggi, è capire se la tecnologia americana dei bidoni intelligenti e dei camion elettrici potrà integrarsi con il modello europeo della raccolta differenziata, dando vita a un sistema davvero smart, più silenzioso, efficiente e sostenibile.


