Bezos sfida Musk e lancia i primi 27 satelliti del Progetto Kuiper

da | 30 Apr 2025 | Aerospace

La competizione tra Jeff Bezos ed Elon Musk si arricchisce di un nuovo capitolo spaziale.

Dopo anni di preparativi, Amazon ha lanciato i primi 27 satelliti del Progetto Kuiper, una costellazione destinata a portare internet ad alta velocità in ogni angolo del pianeta.

L’obiettivo è chiaro: sfidare Starlink, il servizio satellitare di SpaceX che domina il mercato globale con migliaia di unità già operative.

Andy Jassy, CEO di Amazon, ha celebrato il traguardo commentando su X: “Anche se si tratta solo del primo passo di un percorso molto più lungo per lanciare il resto della nostra costellazione in orbita terrestre bassa, rappresenta comunque un incredibile lavoro di invenzione e impegno”.

I satelliti sono stati spediti in orbita a bordo di un Atlas V della United Launch Alliance, la joint venture tra Boeing e Lockheed Martin, e Amazon ha confermato che tutte le comunicazioni iniziali sono andate a buon fine.

Un progetto ambizioso per connettere il mondo

Il Progetto Kuiper prevede una rete di oltre 3.200 satelliti progettati per offrire connessioni dati veloci e affidabili, non solo ai clienti residenziali nelle aree più remote, ma anche alle aziende e ai governi che già utilizzano Amazon Web Services.

Attraverso stazioni di terra che collegheranno i satelliti all’infrastruttura cloud, Kuiper permetterà di gestire in remoto impianti energetici, piattaforme petrolifere offshore e di supportare servizi basati su analisi di immagini satellitari o previsioni meteorologiche.

Sebbene Amazon abbia dichiarato che il servizio partirà con il lancio di 578 satelliti, le connessioni ai primi clienti dovrebbero iniziare già entro la fine dell’anno.

La Federal Communications Commission ha imposto un obiettivo: metà della costellazione dovrà essere in orbita entro il 30 luglio 2026. In caso contrario, Amazon dovrà dimostrare progressi concreti per ottenere eventuali proroghe.

La corsa ai lanci: tra alleanze e contenziosi

Per mettere in orbita migliaia di satelliti, Amazon ha acquistato fino a 83 lanci suddivisi tra diversi vettori: il New Glenn della stessa Blue Origin di Jeff Bezos, il Vulcan della United Launch Alliance e l’Ariane 6 della compagnia europea Arianespace.

Tutti razzi ancora giovani, con pochi voli alle spalle, e proprio questa scelta ha dato origine a una causa intentata da un fondo pensione contro Amazon.

L’accusa? Aver agito in malafede affidando quasi tutti i lanci a razzi ancora non collaudati, trascurando il Falcon 9, che domina il mercato dei lanci spaziali moderni.

Ecco spiegato perché nel dicembre 2023, Amazon ha acquistato anche tre lanci con i Falcon 9 di SpaceX, razzi più affidabili ed economici.

Una vicenda, questa, che sottolinea quanto la corsa allo spazio, anche tra giganti, sia complessa, fatta di scelte tecniche, pressioni finanziarie e inevitabili controversie.

Kuiper, in un cielo sempre più affollato

Nel 2000 orbitavano intorno alla Terra meno di 1.000 satelliti. Oggi SpaceX gestisce da sola oltre 7.000 unità e punta a raggiungere le 42.000, rendendo sempre più affollata la cosiddetta orbita bassa terrestre.

A questi si aggiungeranno migliaia di satelliti Kuiper e di altre megacostellazioni in arrivo. La gestione del traffico orbitale diventa quindi una priorità: collisioni tra satelliti o con detriti spaziali potrebbero avere conseguenze serie.

Amazon ha sottolineato che, al termine del loro ciclo operativo, i satelliti Kuiper saranno guidati verso il rientro atmosferico per disintegrarsi senza lasciare detriti.

Anche in caso di guasto totale, l’attrito atmosferico garantirà la loro distruzione entro pochi anni, limitando il rischio di congestione spaziale a lungo termine. Non resta dunque che sperare che sia effettivamente così: il film Gravity, diretto da Alfonso Cuarón e con George Clooney, è un monito sempre più attuale…

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