Emerso durante la rivoluzione industriale in Inghilterra all’inizio del XIX secolo, il Luddismo è stato un movimento politico noto per aver voluto la distruzione delle macchine. I Luddisti, così chiamati in onore di Ned Ludd, erano lavoratori, in particolare tessitori e artigiani, che protestavano contro le nuove macchine da tessitura e filatura che minacciavano i loro posti di lavoro. Distruggere le macchine era quindi una forma di protesta contro l’industrializzazione che, secondo loro, danneggiava il lavoratore comune.
Fast forward di duecento anni e arriviamo ai fatti di San Francisco dello scorso sabato, quando un taxi autonomo di Waymo, società appartenente alla casa madre di Google, Alphabet, ha scelto di percorrere l’incrocio tra Jackson Street e Grant Avenue durante il primo giorno del Capodanno Cinese. Le strade erano congestionate dalla folla, che festeggiava coi fuochi d’artificio. Ed è bastato poco prima che qualcuno prendesse di mira il veicolo, finendo per darlo alle fiamme dopo averlo vandalizzato.
Aaron Peskin, presidente del San Francisco Board of Supervisors, ha sottolineato che un autista umano avrebbe normalmente evitato quella zona durante le celebrazioni del Capodanno Lunare. È una cautela che il software del veicolo autonomo non ha dimostrato e che mostra sia le limitazioni nelle capacità decisionali dei veicoli autonomi, sia un crescente antagonismo nei loro confronti. Tra le motivazioni troviamo preoccupazioni per la sicurezza dei pedoni e possibili ripercussioni sull’occupazione dei conducenti umani.
Nonostante ciò a San Francisco, dove i veicoli autonomi sono ormai una presenza abituale, molti sostengono che siano più sicuri dei conducenti in carne e ossa. Il sindaco London Breed ha poi descritto l’incidente come un atto di vandalismo grave e pericoloso, sottolineando il ruolo di San Francisco come laboratorio per lo sviluppo delle nuove tecnologie.
Quanto accaduto lo scorso sabato sera al taxi di Waymo segue però altri incidenti, compreso quello in cui un altro veicolo Waymo ha colpito un ciclista, e un altro ancora in cui un veicolo autonomo di Cruise (di proprietà di GM) ha investito un pedone, trascinandolo per sei metri. Una tragedia in risposta alla quale la California ha sospeso la licenza di test di Cruise senza conducente. Ci sono poi dei video sui social media che mostrano un veicolo di Waymo bloccare parzialmente il passaggio a un’autopompa dei vigili del fuoco.
Waymo non ha fornito risposte sul perché il suo veicolo, una Jaguar I-PACE dotata di telecamere e sensori, si sia avventurato in un evento pubblico così affollato. L’azienda ha inizialmente definito il vandalismo un caso isolato ma sono già stati segnalati altri episodi simili. La polizia di San Francisco sta comunque indagando sull’atto di vandalismo.
Bryant Walker Smith, esperto di legge sui veicoli autonomi presso l’Università della Carolina del Sud, ha sollevato interrogativi sulla capacità di questi veicoli di rilevare e evitare aree pedonali affollate. Ma al di là del caso specifico, questi eventi sono interpretati da alcuni come il segno di un crescente malcontento verso la tecnologia dei veicoli autonomi e dell’intelligenza artificiale in generale.
Per alcuni l’attacco al robotaxi Weymo è ascrivibile a semplice atto vandalico. Ma per Missy Cummings, direttrice del centro Autonomia e Robotica dell’Università George Mason, il fatto dimostra la frustrazione pubblica verso le tecnologie percepite come non migliorative. Il futuro ci dirà se quanto accaduto è un caso isolato o il primo sintomo di quello stesso malessere che attraversò l’Inghilterra del XIX secolo.


