A Milano oggi è stato presentato un progetto che vuole cambiare il modo in cui concepiamo l’esperienza artistica. Si chiama Colombo’s Metaverse e nasce dalla collaborazione tra l’Archivio Gianni Colombo, Studio Volpi, AnotheReality e l’Università Cattolica del Sacro Cuore.
Da questa collaborazione origina uno spazio digitale che immerge il pubblico nell’universo creativo dell’artista pioniere dell’arte cinetica e dell’interazione.
Colombo’s Metaverse prende così vita grazie alla guida di Studio Volpi, realtà italiana specializzata in ricerca, sviluppo e innovazione tecnologica, e alla competenza tecnica di AnotheReality, società milanese fondata nel 2016 e attiva nello sviluppo di soluzioni in realtà aumentata e virtuale per la formazione, l’intrattenimento e la trasformazione digitale delle imprese.
Il progetto è stato realizzato con il sostegno del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) attraverso il bando Innovacultura, inserendosi nella strategia italiana di digitalizzazione del patrimonio culturale, e ha beneficiato del contributo del Programma FESR di Regione Lombardia.
L’universo di Gianni Colombo prende vita
Gianni Colombo, esponente dell’arte milanese degli anni Sessanta e fondatore del “Gruppo T”, ha sempre concepito l’arte come spazio dinamico da esplorare.
Colombo’s Metaverse raccoglie questa eredità rendendola accessibile a tutti: opere iconiche come Spazio Elastico, Campo Praticabile, Spazio Curvo e Bariestesia sono state ricostruite fedelmente e rese navigabili in un ambiente virtuale, restituendo non solo la visione estetica, ma anche l’esperienza percettiva e fisica pensata dall’artista.
Accanto alla riproduzione delle opere più celebri, il progetto ha dato vita a lavori rimasti incompleti o conosciuti solo attraverso schizzi e fotografie.
In questo modo si è abbattuto ogni ostacolo architettonico e sensoriale, rendendo l’arte di Colombo accessibile a chiunque, ovunque si trovi, senza limiti fisici o temporali.

Da sinistra a destra, Andrea Gaggioli, Manuela Ferrante, Guido D’Arezzo, Marco Scotini, Marta Pizzolante.
L’arte incontra la scienza (nel metaverso)
Un elemento distintivo di Colombo’s Metaverse è l’integrazione della ricerca neuroscientifica e psicologica nel progetto.
Il Centro Studi e Ricerche di Psicologia della Comunicazione dell’Università Cattolica ha condotto uno studio approfondito sull’impatto emotivo della fruizione virtuale rispetto a quella su desktop.
Se da un lato entrambe le modalità garantiscono facilità di navigazione e usabilità, l’esperienza immersiva in realtà virtuale genera livelli significativamente più alti di gioia, coinvolgimento emotivo e senso di appartenenza all’opera.
Questo tipo di analisi ha permesso di progettare un ambiente virtuale che non solo risponde a criteri estetici e artistici, ma si adatta anche alle dinamiche percettive ed emozionali dei visitatori, valorizzando la centralità dell’esperienza vissuta.
La tecnologia diventa così un alleato nella creazione di connessioni profonde e durature tra il pubblico e le opere.

Guido D’Arezzo, sales manager di AnotheReality.
Cambio di paradigma
Colombo’s Metaverse dunque non si limita a conservare il patrimonio di Gianni Colombo ma vuole rilanciarlo nel futuro, trasformandolo in un’esperienza innovativa.
“Con Colombo’s Metaverse abbiamo voluto dimostrare quanto le tecnologie immersive possano trasformare radicalmente il modo in cui viviamo e comprendiamo l’arte”, ha dichiarato Lorenzo Cappannari, CEO di AnotheReality.
Manuela Ferrante, Branding Director di Studio Volpi, ha sottolineato come il progetto non si sia limitato a una mera trasposizione digitale, ma sia stato un vero e proprio ripensamento contemporaneo dell’esperienza artistica.
Andrea Gaggioli e Marta Pizzolante, responsabili scientifici del progetto, hanno evidenziato come la sinergia tra arte, tecnologia e scienza consenta di trasformare l’arte da oggetto da osservare a esperienza da vivere, più viva e intensa che mai.


