Armi ipersoniche: la sfida tra USA, Russia e Cina per il dominio militare

by | 19 Set 2024 | Tecnologia, Tech War

Tempo di lettura: 3 minuti

Le armi ipersoniche stanno ridefinendo il panorama militare globale. Possono infatti trasportare testate nucleari, volare a bassa quota e risultare difficili da intercettare.

Al centro di una crescente competizione tra Stati Uniti, Russia e Cina, il loro utilizzo in combattimento ha sollevato preoccupazioni. A inizio 2024, l’Ucraina ha affermato che la Russia ha utilizzato un missile ipersonico per attaccare Kiev, mentre i ribelli Houthi dello Yemen hanno dichiarato che il missile che ha colpito Israele il 15 settembre era ipersonico, sebbene l’esercito israeliano abbia contestato tale affermazione.

Cosa sono le armi ipersoniche?

Le armi ipersoniche sono progettate per essere incredibilmente rapide e manovrabili, rendendo difficoltosa la loro individuazione e neutralizzazione da parte dei sistemi di difesa missilistica convenzionali.

A differenza dei missili balistici, che seguono una traiettoria predefinita, le armi ipersoniche possono cambiare rotta mentre si dirigono verso il loro obiettivo. Sono classificate come “ipersoniche” quando viaggiano a una velocità superiore a Mach 5, ovvero cinque volte la velocità del suono. Il che significa superare i 6.100 chilometri all’ora. A queste velocità, l’attrito con l’aria è così intenso che le molecole d’aria iniziano a ionizzarsi, sottoponendo l’arma a sollecitazioni immense.

Le armi ipersoniche si dividono principalmente in due categorie: veicoli plananti e missili da crociera. La maggior parte dello sviluppo tecnologico si concentra sui veicoli plananti, che vengono lanciati da un razzo prima di planare verso il bersaglio a velocità estreme. I missili da crociera ipersonici, invece, utilizzano motori a scramjet che sfruttano l’ossigeno dell’aria per mantenere velocità costanti a bassa quota.

L’impiego in combattimento

La Russia è stato uno dei primi paesi a utilizzare armi ipersoniche in guerra, lanciando missili come il Tsirkon, un missile da crociera capace di viaggiare a velocità comprese tra Mach 6 e Mach 8. Con una portata stimata di circa 1.000 chilometri, il Tsirkon può colpire sia obiettivi terrestri che navali ed è stato utilizzato per attaccare Kiev all’inizio del 2024.

Tuttavia, l’uso dei missili Kinzhal da parte della Russia, pur raggiungendo velocità ipersoniche, non rientra nella stessa categoria, poiché si tratta di missili balistici che, come molti altri, raggiungono velocità ipersoniche solo in alcune fasi del volo.

Recentemente, i ribelli Houthi, sostenuti dall’Iran, hanno affermato di aver utilizzato un nuovo missile ipersonico per colpire Israele, in quella che è stata l’incursione missilistica più profonda mai lanciata dallo Yemen, situato a oltre 2.000 chilometri dal bersaglio. La maggior parte dei missili lanciati dai ribelli è stata però intercettata prima di raggiungere Israele, il che pone qualche dubbio sulla veridicità delle affermazioni degli Houthi.

Le armi ipersoniche si dividono principalmente in due categorie: veicoli plananti e missili da crociera.

Chi possiede armi ipersoniche?

Oltre alla Russia, anche Cina e Stati Uniti stanno sviluppando e testando armi ipersoniche, ponendosi all’avanguardia di questa nuova corsa agli armamenti. La Cina ha testato con successo il DF-27, un missile balistico a raggio intermedio equipaggiato con un veicolo planante ipersonico, che ha volato per 2.100 chilometri in soli 12 minuti.

La Cina ha anche effettuato numerosi test del DF-17, un missile balistico a medio raggio progettato per lanciare veicoli ipersonici, e sta lavorando sul DF-41, un missile balistico intercontinentale che potrebbe essere modificato per trasportare veicoli plananti ipersonici.

Gli Stati Uniti, dal canto loro, hanno incrementato il finanziamento per lo sviluppo di armi ipersoniche, con un aumento del 740% tra il 2015 e il 2020, e un budget complessivo previsto di quasi 15 miliardi di dollari entro il 2024. Il Pentagono ha concentrato i propri sforzi sullo sviluppo di prototipi e dimostrazioni, tra cui il programma Dark Eagle dell’esercito statunitense, che dovrebbe avere una portata superiore a 2.800 chilometri.

Altri paesi che stanno investendo nella tecnologia ipersonica includono India, Giappone, Australia, Francia, Germania e Corea del Nord, che afferma di aver testato con successo un missile ipersonico. Anche l’Iran ha recentemente presentato il suo primo missile ipersonico di produzione nazionale.

Perché le armi ipersoniche preoccupano

Le armi ipersoniche sono particolarmente preoccupanti per le loro capacità di sfuggire ai sistemi di difesa missilistica esistenti. Questo è stato sottolineato dal generale statunitense Mark Milley nel 2021, quando ha paragonato i presunti test cinesi di un sistema d’armi ipersonico a un “momento Sputnik”, richiamando il vantaggio iniziale dell’Unione Sovietica nella corsa allo spazio con il lancio del satellite Sputnik nel 1957.

Anche se gli Stati Uniti affermano che le loro armi ipersoniche sono progettate per trasportare testate convenzionali, resta la preoccupazione tra gli avversari che queste possano essere equipaggiate con testate nucleari, rendendo difficile distinguere tra un attacco convenzionale e uno nucleare.

Questa incertezza potrebbe spingere paesi come Cina e Russia a temere un attacco preventivo da parte degli Stati Uniti, mirato a neutralizzare i loro arsenali nucleari, limitando così la loro capacità di risposta.

In conclusione, l’accelerazione dello sviluppo delle armi ipersoniche sta cambiando il panorama della deterrenza nucleare e delle capacità di attacco preventivo, creando nuove sfide strategiche e aumentando il rischio di un’escalation militare a livello globale.

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