La news che vi apprestate a leggere, l’avevamo individuata già lo scorso weekend. Ma poiché il sito che la riportava non ci era parso affidabile, avevamo preferito glissare.
Ieri però è arrivata la conferma da Reuters, per cui eccoci a raccontarvi come Apple abbia scelto la via del cielo per evitare i nuovi dazi americani voluti da Donald Trump.
Secondo i dati doganali visionati dalla celebra testata giornalistica, nel mese di marzo l’azienda di Cupertino ha trasportato via aerea dall’India agli Stati Uniti iPhone per un valore record di 2 miliardi di dollari.
Si tratta di una ovvia mossa strategica pensata per aggirare l’impennata tariffaria voluta dall’amministrazione Trump, che avrebbe potuto far lievitare i prezzi al consumo nel mercato statunitense.
Apple in lotta contro il tempo
La corsa è partita mentre la Casa Bianca preparava dazi fino al 100% sui prodotti cinesi e, nel caso dell’India, un’imposta più contenuta del 26%.
Per Apple, tuttavia, anche questa soglia rappresentava un rischio, soprattutto in termini di approvvigionamento e disponibilità immediata di prodotto.
Così ha potenziato la produzione negli stabilimenti indiani e ha noleggiato almeno sei voli cargo per trasportare ben 600 tonnellate di iPhone verso l’altra sponda del Pacifico.
Una fonte coinvolta nell’operazione l’ha definita un modo per “battere i dazi”.
Foxconn e Tata, numeri mai visti
I numeri raccontano l’eccezionalità della strategia. Solo a marzo, Foxconn ha esportato iPhone per 1,31 miliardi di dollari, segnando il suo record assoluto in un solo mese e uguagliando l’intero volume combinato dei mesi di gennaio e febbraio.
I modelli spediti includevano iPhone 13, 14, 16 e 16e. Complessivamente, Foxconn ha inviato iPhone dall’India agli Stati Uniti per 5,3 miliardi di dollari dall’inizio del 2025.
Tata Electronics, altro partner fondamentale nella catena produttiva indiana di Apple, ha invece registrato a marzo esportazioni per 612 milioni di dollari, con un balzo del 63% rispetto al mese precedente.
In questo caso, i modelli spediti sono stati iPhone 15 e 16.
Cargo da Chennai, destinazione America
Tutti gli iPhone spediti da Foxconn verso gli Stati Uniti a marzo sono partiti dall’aeroporto cargo di Chennai, nello stato indiano del Tamil Nadu.
I voli charter hanno fatto rotta su diverse città statunitensi, tra cui Los Angeles e New York, ma è Chicago ad aver ricevuto la parte più consistente delle consegne.
Per velocizzare le operazioni logistiche, Apple ha anche esercitato pressioni sulle autorità aeroportuali indiane, riuscendo a ridurre il tempo medio di sdoganamento da 30 a sole 6 ore.
Apple, Foxconn e Tata non hanno rilasciato commenti ufficiali sulla vicenda. Ma l’entità delle spedizioni e l’urgenza dell’operazione parlano da sole.
Il gigante tech americano ha quindi scelto l’India come trampolino per rifornire uno dei suoi mercati chiave, aggirando una tempesta commerciale che rischiava di travolgere anche le sue catene di approvvigionamento globali.
E sebbene Trump abbia concesso successivamente alcune esenzioni temporanee dalle tariffe più elevate (in particolare su smartphone e dispositivi elettronici provenienti dalla Cina), ha già lasciato intendere che queste misure saranno di breve durata.
Chissà quanti altri iPhone stanno volando verso gli Stati Uniti in queste ore…


