Apple: ecco i 6 progetti (e mezzo) cancellati

da | 4 Mar 2024 | Tech

L’Apple Car non si farà più, titolavamo qualche giorno fa per commentare la decisione della casa della mela morsicata di interrompere il suo ingresso nell’industria automobilistica con un’auto elettrica a guida autonoma.

La decisione ha quindi posto la pietra tombale sul cosiddetto Project Titan. Avviato nel 2014, mirava a competere direttamente con Tesla e altri giganti del settore automobilistico, sfruttando la capacità di Apple di innovare in mercati già esistenti, come accaduto in precedenza con l’introduzione di iPod, iPhone, Apple Watch e AirPods. Oggi sappiamo che questo progetto di Apple non vedrà più la luce, tuttavia non non si tratta dell’unico cancellato dal colosso di Cupertino.

AirPower

Nel 2017, Apple annunciò un tappetino di ricarica wireless che avrebbe dovuto permettere la ricarica di tre dispositivi contemporaneamente, utilizzando lo standard Qi. Il progetto fu cancellato nel 2019 a causa dell’incapacità di soddisfare gli “elevati standard” di Apple, che poi introdusse il MagSafe Duo, un caricabatterie pieghevole da viaggio, capace di ricaricare due dispositivi alla volta.

Può sembrare strano che un’azienda del calibro di Apple non riesca lì dove hanno successo anonimi produttori cinesi di accessori, sebbene l’AirPower si prefiggesse di ricaricare qualsiasi dispositivo da ogni punto del tappetino, grazie all’utilizzo di varie bobine di ricarica sovrapposte tra loro.

Stando a quanto apprendiamo da iSpazio, il prototipo “presentava gravi problemi termici, come il surriscaldamento e persino il danneggiamento dei dispositivi, con case di custodie di AirPods Pro che hanno iniziato a sciogliersi durante la carica”. Mark Gurman di Bloomberg crede però che un accessorio simile ad AirPower verrà messo in commercio, presto o tardi. E non stentiamo a crederci…

Vademecum

Ben quindici anni prima del lancio dell’iPad, Apple ha ragionato su un prototipo di tablet denominato Vademecum. Il progetto fu abbandonato poiché, secondo l’azienda, all’epoca non esisteva un mercato per i tablet. Interessanti al riguardo sono i dettagli divulgati sul suo blog da Dan Russell, nel 2018. L’ex dipendente di Apple racconta che “quando lavoravo nella ricerca di Apple alla fine degli anni ’90, il mio team ha costruito un prototipo di un computer tablet piatto con Wi-Fi integrato, una fotocamera e uno schermo multitouch”.

“Lo chiamammo Vademecum (dal latino, un libro che si tiene sempre con sé) e [presentava] una maniglia (così le persone non lo avrebbero fatto cadere) e una fotocamera sull’angolo. Il prototipo era abbastanza spesso e pesante… ma fa capire la direzione verso cui ci stavamo dirigendo, [ossia] un dispositivo simile all’iPad”.

“Curiosamente, più tardi abbiamo scoperto che nel 1992 un altro gruppo di Apple aveva creato il tablet Penlite (che richiedeva una pennetta e non aveva fotocamera o Wi-Fi integrato). Ma nel 1994, mi fu detto che “non c’è mercato per un computer tablet” e quindi Apple decise di non procedere. Per la cronaca, per il design del Vademecum ci siamo ispirati ai tablet multitouch che erano comuni nella serie originale di Star Trek“.

MessageSlate

Contemporaneamente al Vademecum, Apple progettò il MessageSlate, basato sul sistema operativo Newton OS. Nonostante la presentazione di una domanda di registrazione del marchio nel 1993, il progetto fu sostituito dal MessagePad, una versione più compatta del prototipo originale, lanciata nello stesso anno.

W.A.L.T.

Prima dell’avvento dell’iPhone, Apple esplorò l’idea di un “Mac telefonico” chiamato W.A.L.T., dotato di schermo touchscreen e supporto per lo stilo, oltre a funzioni come fax e identificativo del chiamante. Nonostante siano apparsi alcuni prototipi su eBay, il progetto non fu mai presentato pubblicamente.

Apple Television

Un progetto molto atteso è stato il televisore di Apple, da non confondersi con l’Apple TV. Avrebbe dovuto rappresentare l’ingresso dell’azienda nel mercato delle televisioni ad alta definizione ed era previsto da analisti e investitori già nel 2009.

Anche questo progetto però non ha mai visto la luce e le sue ultime notizie risalgono al 2015.

PenLite

Nel 1992, Apple sviluppò un altro tablet, il PenLite, basato su System 7.1. Avrebbe dovuto includere uno stilo e un processore Motorola da 25MHz ma era sprovvisto di una fotocamera.

Anche questo progetto fu alla fine abbandonato, confermando la tendenza dell’azienda a interrompere lo sviluppo di prodotti non ritenuti pronti per il mercato.

Apple Pippin

Con l’Apple Pippin facciamo una piccola eccezione, perché il prodotto è effettivamente apparso sul mercato. Ma ha avuto una vita così breve che molti di voi non sapranno della sua esistenza.

Il Pippin, una console per videogiochi sviluppata da Apple e prodotta principalmente da Bandai, ha debuttato nel 1996. Era la prima console a offrire connettività internet, ma non riscosse alcun successo e fu ritirata dal mercato nel 1998. La console utilizzava una versione semplificata della tecnologia presente nei Power Macintosh di seconda generazione.

L’intenzione di Apple non era quella di produrre direttamente la console, bensì di licenziare la tecnologia per la produzione dell’hardware, seguendo l’esempio della 3DO. Bandai fu il primo e più importante partner a cui fu concessa la licenza per la tecnologia Pippin. Il modello introdotto in Giappone fu il Pippin Atmark, di colore bianco, lanciato il 28 marzo 1996 al costo di 64.800 yen e che vendette 16.000 unità nel suo primo mese sul mercato.

La versione per il mercato statunitense, denominata Pippin @World e venduta a 599 dollari, era di colore nero e ottenne un successo ancora minore, tanto che molte unità invendute furono trasformate in Atmark per il mercato giapponese. Delle meno di 100.000 unità di Pippin prodotte da Bandai, ne furono vendute solamente 42.000. Con il ritorno di Steve Jobs alla guida di Apple nel 1997, il progetto Pippin fu uno dei primi ad essere cancellato.

 

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