Apple, trimestre da record: 144 miliardi di ricavi trainati dall’iPhone 17 e dalla Cina

by | 30 Gen 2026 | Business

Tempo di lettura: 3 minuti

Apple ha chiuso il quarto trimestre 2025 con numeri che hanno sorpreso anche le aspettative più ottimistiche: parliamo di 144 miliardi di dollari di ricavi, 42 miliardi di utile netto, e una crescita complessiva del 16% anno su anno che ha polverizzato le previsioni dell’azienda.

A trainare tutto, ancora una volta, è l’iPhone. Il lancio dell’iPhone 17 ha spinto i ricavi della divisione smartphone in aumento del 23%, con quella che Tim Cook ha definito “una domanda senza precedenti, con record assoluti in ogni segmento geografico”.

Le previsioni per il trimestre in corso (crescita tra il 13 e il 16%) è già al di sopra di quanto si aspettava Wall Street, segno che Cupertino vede una traiettoria solida anche nei prossimi mesi.

La Cina torna ad abbracciare Apple

Il dato più significativo arriva però dal mercato cinese: +38% anno su anno. Dopo due anni di vendite difficili, segnati dalla concorrenza aggressiva di Huawei e da una resistenza sempre più esplicita del governo di Pechino (che aveva scoraggiato l’uso di dispositivi Apple nella pubblica amministrazione), il vento sembra cambiato.

Il direttore finanziario Kevan Parekh ha spiegato che i consumatori cinesi “hanno fatto incetta dell’iPhone 17”, con un’ondata di utenti che hanno aggiornato il proprio modello o sono passati dalla concorrenza.

“In fondo tutto dipende da come viene accolto il prodotto”, ha detto Parekh. “La famiglia iPhone 17 ha generato un entusiasmo enorme, ed è questo che ha trainato i risultati.”

La ripresa cinese non è solo un dato commerciale: è anche un termometro delle relazioni tech tra Washington e Pechino, e suggerisce che lo spazio di manovra per Apple nel Paese si sta riaprendo.

Una strategia IA tutta sua

Mentre Microsoft, Google, Meta e Amazon bruciano centinaia di miliardi di dollari in modelli, chip e data center per l’intelligenza artificiale, Apple ha scelto una strada diversa: restare ai margini degli investimenti diretti e appoggiarsi a partner esterni.

Questo mese l’azienda ha annunciato un accordo con Google per integrare i modelli Gemini nelle funzionalità dell’iPhone e migliorare Siri, che si aggiunge alla partnership già esistente con OpenAI. È una scommessa strategica che divide gli analisti: meno rischi e meno capitali impegnati, ma anche meno controllo sulla tecnologia che definirà il prossimo decennio.

In parallelo, Apple ha acquisito la startup israeliana Q.AI, specializzata in tecnologie che analizzano le espressioni facciali per comprendere il “linguaggio silenzioso”, per una cifra vicina ai 2 miliardi di dollari.

L’obiettivo è competere nel mercato emergente dei dispositivi indossabili alimentati dall’IA, dove Meta con i Ray-Ban e altri player stanno già scommettendo forte.

Servizi e margini: la macchina da soldi

Accanto all’hardware, la divisione Servizi continua a macinare risultati. I ricavi hanno toccato i 30 miliardi di dollari, un nuovo record per il segmento che include App Store, Apple Pay e iCloud.

Il margine lordo complessivo si è attestato al 48,2%, sopra le attese degli analisti. A rafforzare i conti ha contribuito anche l’impatto relativamente contenuto dei dazi statunitensi, che per ora non hanno intaccato in modo significativo la struttura dei costi.

Non tutto però è rose e fiori. Apple dovrà fare i conti con una carenza globale di chip di memoria, innescata dalla domanda esplosiva dei nuovi data center per l’IA.

È un problema che riguarda direttamente l’intera industria tecnologica: la competizione per accaparrarsi componenti spingerà verso l’alto i costi di produzione, con ripercussioni che potrebbero toccare anche iPhone e Mac nei prossimi trimestri.

E resta aperta la grande domanda strategica: la scelta di affidarsi a Google e OpenAI per l’intelligenza artificiale, invece di costruire infrastrutture proprietarie, si rivelerà lungimirante o lascerà Apple dipendente da tecnologie che non controlla? I prossimi anni ci daranno una risposta.

Fonte: Financial Times

POTREBBE INTERESSARTI

SK Hynix sbarca al Nasdaq con una domanda sette volte superiore all’offerta

SK Hynix punta a raccogliere circa 28 miliardi di dollari con il suo debutto al Nasdaq, ma gli investitori ne hanno chiesti sette volte tanto. Il fornitore di memorie...
Broadcom

Apple investe 30 miliardi in chip Broadcom made in Usa

Il colosso di Cupertino stanzia la cifra più alta del suo piano da 600 miliardi di dollari negli Stati Uniti, destinata allo stabilimento Broadcom di Fort Collins. Gli...
Il logo di Nokia

Nokia non vende più telefoni: ora fornisce l’infrastruttura dell’IA

Nokia ha smesso da tempo di produrre telefonini. Oggi vende switch, router e reti ottiche che fanno girare i data center IA e la borsa se n’è accorta.

L'Italia sfida Google: richiesto 1 miliardo in tasse arretrate

Google investe 411 milioni nella fusione nucleare di Proxima Fusion

Il colosso di Mountain View punta ancora sulla fusione, stavolta in Europa: la startup tedesca vale già 2,7 miliardi di dollari.

Asha Sharma, CEO di Xbox

Microsoft taglia 4.800 posti e resetta Xbox

Il colosso di Redmond taglia 4.800 posti e cede quattro studi di sviluppo, nel giorno in cui Xbox chiude ufficialmente l’era delle acquisizioni a tappeto. Basterà...
lavoro IA

IA: i CEO tech pensano che presto aumenteranno i posti di lavoro

Un anno fa i big del tech promettevano lavori distrutti dall’IA. Ora parlano di produttività e nuove assunzioni. Cos’è cambiato davvero?

Sede di Samsung Electronics a Seul, Corea del Sud

I conti di Samsung sono da record grazie al boom della memoria per l’IA

Il colosso coreano annuncerà martedì una stima preliminare di 86.000 miliardi di won, il terzo trimestre consecutivo da record. Ma la divisione mobile rischia il primo...
Midjourney: c'è l’hardware nel suo futuro

Midjourney vuole sapere quanto Disney, Universal e Warner Bros. usano l’IA

Midjoourney chiede al tribunale di obbligare le tre major a rivelare quanto usano l’IA, nella causa per copyright che le vede opposte.

Il palazzo di Bending Spoons a Milano

Bending Spoons debutta al Nasdaq e vale 25 miliardi di dollari

Bending Spoons è sbarcata a Wall Street. Le azioni della società milanese hanno iniziato a essere scambiate sul Nasdaq con una capitalizzazione che ha superato i 25...
Trump balla

Trump comprò azioni Apple e Nvidia il giorno prima di sospendere i dazi

Poche ore prima di sospendere i dazi imposti una settimana prima, Trump ha comprato azioni Apple, Nvidia e altri titoli tech. Il giorno dopo Wall Street ha vissuto uno...
Share This