Apple collabora con Synchron per un’alternativa a Neuralink di Musk

by | 14 Mag 2025 | Tecnologia

Mark Jackson, uno dei primi tester dell’impianto Stentrode. | Foto: Synchron
Tempo di lettura: 3 minuti

Tra le tante cose cui Apple ha da pensare in questo periodo, ne scopriamo una decisamente sorprendente grazie al Wall Street Journal.

La casa di Tim Cook ha infatti intrapreso un ambizioso progetto per rendere i propri dispositivi più accessibili a chi soffre di gravi disabilità fisiche, introducendo una nuova generazione di tecnologie per il controllo dei dispositivi tramite segnali neurali.

Questa innovazione potrebbe aprire nuove opportunità per decine di migliaia di persone che non possono utilizzare le mani a causa di lesioni al midollo spinale o malattie come la sclerosi laterale amiotrofica (SLA).

Apple, un progetto per cambiare la vita di molti

Apple, in collaborazione con la startup Synchron, ha dunque annunciato l’introduzione di un impianto cerebrale, il Stentrode, che consente agli utenti di controllare dispositivi come iPhone, iPad e Vision Pro semplicemente tramite i segnali neurali.

Il dispositivo, chiamato Stentrode, è simile a uno stent, con la differenza che viene impiantato in una vena sopra il cortice motorio del cervello, ed è dotato di elettrodi che rilevano i segnali cerebrali.

Questi segnali vengono poi tradotti in azioni, come la selezione delle icone su uno schermo. Grazie a questo impianto, l’accessibilità dei dispositivi Apple potrebbe migliorare esponenzialmente, aprendo nuove possibilità a persone con disabilità motorie altamente invalidanti.

Mark Jackson: un test della tecnologia in prima persona

Mark Jackson, uno dei primi tester dell’impianto Stentrode, ha vissuto un’esperienza straordinaria che illustra il potenziale di questa nuova tecnologia. Nonostante soffra di SLA, una malattia neurodegenerativa che gli impedisce di muoversi e di alzarsi in piedi, Jackson ha potuto “sentire” le sue gambe tremare durante un’esperienza simulata in realtà virtuale.

Jackson ha indossato un visore per la realtà virtuale Apple, collegato al suo impianto Stentrode. Sebbene fisicamente non fosse in grado di alzarsi, ha potuto percepire sensazioni come quelle di un’escursione in montagna sulle Alpi svizzere, semplicemente grazie alla connessione tra il suo impianto cerebrale e il dispositivo.

Questo esempio mostra il potenziale della tecnologia non solo per il controllo dei dispositivi, ma anche per la creazione di esperienze sensoriali virtuali in grado di restituire una forma di interazione emotiva e fisica.

Questa esperienza non solo rappresenta una prova del progresso tecnologico, ma anche un’importante testimonianza del cambiamento che queste tecnologie possono portare nelle vite delle persone con disabilità.

Un passo in avanti nelle interfacce cervello-computer

La nuova tecnologia di Apple si inserisce nel panorama in continua evoluzione delle interfacce cervello-computer. E sebbene sia ancora in fase sperimentale, potrebbe presto raggiungere una nuova fase di sviluppo visto che Synchron ha già impiantato il dispositivo in alcuni pazienti.

Apple spera allora di vedere, nei prossimi anni, l’approvazione di impianti simili da parte della Food and Drug Administration (FDA), con l’obiettivo di rendere queste tecnologie disponibili a un numero sempre maggiore di persone.

Una delle caratteristiche più interessanti di questo approccio è la capacità di rilevare le intenzioni degli utenti senza la necessità di movimenti fisici evidenti, come accade nei dispositivi tradizionali che richiedono l’uso di tastiere, mouse o schermi touch.

Le differenze con Neuralink

Sebbene entrambe le tecnologie abbiano l’obiettivo di migliorare l’interazione tra cervello umano e dispositivi elettronici, ci sono differenze sostanziali tra il dispositivo sviluppato da Synchron, Stentrode, e quello di Neuralink di Elon Musk, che abbiamo più volte trattato su queste pagine.

La principale differenza risiede nel numero di elettrodi e nella modalità di impianto. Mentre il Stentrode di Synchron è impiantato sopra il cervello e ha 16 elettrodi, l’impianto N1 di Neuralink dispone di oltre 1.000 elettrodi e viene impiantato direttamente nel cervello, permettendo di raccogliere dati neurali in modo molto più dettagliato.

Inoltre, l’impianto N1 di Elon Musk ha la capacità di convertire direttamente i segnali neurali in comandi per mouse e tastiera, rendendo l’interazione più immediata e precisa rispetto al Stentrode.

In termini di approccio e visione, Musk ha spesso sottolineato il potenziale delle interfacce cervello-computer come mezzo per amplificare le capacità umane, rendendo gli esseri umani in grado di competere con le IA superintelligenti del futuro.

Synchron, però, sta concentrando i suoi sforzi su una tecnologia meno “cyberpunk” e più sicura, essendo meno invasiva e capace di offrire un reale impatto quotidiano per chi soffre di disabilità.

La via verso l’approvazione

Con la crescente attenzione rivolta alle interfacce cervello-computer, si stima che circa 150.000 persone negli Stati Uniti che soffrono di gravi disabilità agli arti superiori potrebbero essere tra i primi candidati per l’adozione di questa tecnologia.

Mentre i dispositivi come il Stentrode e l’N1 sono ancora lontani dall’essere disponibili su larga scala, l’approvazione commerciale è attesa per i prossimi anni, con una previsione per il 2030. Apple, però, punta a un’adozione più rapida, con la speranza che la collaborazione con Synchron possa accelerare il processo.

L’introduzione di questa nuova tecnologia rappresenta un passo fondamentale per migliorare l’inclusività e l’accessibilità dei dispositivi, portando benefici non solo nel campo della disabilità fisica ma anche in altri settori della vita quotidiana.

 

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