Apple ha annunciato che quest’anno non lancerà nell’Unione Europea la sua nuova suite di servizi di intelligenza artificiale, denominata Apple Intelligence.
La decisione, che riguarda anche altre funzionalità come iPhone Mirroring e SharePlay Screen Sharing, è stata motivata dalle preoccupazioni dell’azienda riguardo al Digital Markets Act (DMA) dell’UE.
Secondo Apple, i requisiti di interoperabilità del DMA potrebbero costringere l’azienda a compromettere l’integrità dei suoi prodotti, mettendo a rischio la privacy e la sicurezza dei dati degli utenti.
Sebbene non sia chiaro come le funzionalità di Apple Intelligence potrebbero violare il DMA, la decisione di Apple di ritardare l’introduzione di questa tecnologia comporterà che centinaia di milioni di consumatori nei 27 paesi dell’UE, inclusi mercati quali Francia, Germania, Spagna e Italia, non ne avranno accesso. Sarà invece lanciata altrove in autunno, e sarà disponibile solo su alcuni dispositivi e in inglese americano.
Il DMA, una normativa dell’UE volta a frenare il potere delle grandi aziende tecnologiche, impone una serie di obblighi e divieti alle piattaforme dominanti. Apple, insieme ad altre cinque grandi aziende tech, è stata designata come “gatekeeper” sotto questa normativa, soggetta quindi a una sorveglianza più rigorosa.
La Commissione Europea ha risposto ad Apple affermando che i “gatekeeper sono invitati a offrire i loro servizi in Europa, a condizione che rispettino le nostre regole volte a garantire una concorrenza leale”.
La decisione di Apple potrebbe non solo irritare i consumatori europei ma anche intensificare le tensioni già esistenti tra l’azienda e i regolatori dell’UE. Apple si prepara infatti a ricevere un avviso formale dai regolatori europei riguardo alle sue pratiche relative alle app di abbonamento, per le quali ha già ricevuto una multa di 1,8 miliardi di euro all’inizio di quest’anno.


