Apple, Netflix e Amazon vogliono cambiare il modo in cui pagano le star di Hollywood

da | 13 Mag 2024 | Tech

A darne la notizia è Lucas Shaw di Bloomberg, ed è di quelle che potrebbe riscrivere il mondo dei film e delle serie televisive. Apple, Netflix e Amazon sarebbero infatti pronte a ristrutturare radicalmente il sistema di pagamenti delle star di Hollywood.

L’attuale modello di compensazione ha avuto origine con Netflix, che si è sempre distinta offrendo somme considerevoli in anticipo e trattando ogni nuova produzione come un successo garantito. Questa strategia all’epoca era essenziale per un “nuovo arrivato” che cercava di stabilirsi e accaparrarsi progetti, spesso garantendo una o due stagioni di un show e coprendo largamente i costi di produzione.

Netflix poi non ha mai venduto i diritti dei suoi programmi a terzi, preferendo mantenere il controllo globale, un approccio noto a Hollywood come “back-end”. Questa politica è stata ampliata quando Netflix ha iniziato a produrre più contenuti internamente, offrendo ai principali produttori televisivi lucrativi contratti a lungo termine per evitare collaborazioni con la concorrenza. Questi accordi, sebbene non nuovi, erano offerti con termini senza precedenti e con l’obiettivo di una completa proprietà dello show.

Inizialmente questo metodo di fare affari è stato accolto con entusiasmo. Gli sceneggiatori venivano pagati bene anche per spettacoli di scarso successo, e i grandi nomi della produzione ricevevano così tanto denaro in anticipo che il guadagno sembrava maggiore che mai. Ciò ha trasformato Netflix nella rete televisiva più influente del mondo, spingendo altre grandi aziende a imitare il suo modello per non perdere i migliori talenti.

Iniziano i dubbi sul “sistema Netflix”

Tuttavia, negli ultimi anni, il settore ha iniziato a riconsiderare questi accordi in quanto molti, a Hollywood, si sono resi conto che non favorivano necessariamente i loro interessi.

I produttori televisivi, gli sceneggiatori e le stelle che un tempo accumulavano ricchezze che duravano generazioni, sono diventati meno entusiasti. Un tempo, venivano remunerati ogni volta che un episodio veniva trasmesso in replica o uno show veniva venduto in licenza a reti televisive negli Stati Uniti o all’estero. Alcuni di quegli sceneggiatori continuano a guadagnare milioni all’anno da spettacoli che non vanno più in onda con nuovi episodi da anni.

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Oggi su Netflix si può creare lo spettacolo più popolare dell’anno ed essere pagati come se fosse un modesto successo. L’espressione di Millie Bobby Brown ci è sembrata perfetta per la situazione

Oggi, invece, anche creando lo show più seguito dell’anno su Netflix, il pagamento è equiparato a quello di uno spettacolo di modesto successo. Lo stesso discorso vale per il personale: se da un lato sapere di essere ben pagati anche in caso di insuccesso è una bella garanzia, dall’altro le maestranze degli show che richiedono più impegno o che hanno un grande seguito, si vedono pagate alla stessa stregua di chi s’è dovuto impegnare di meno o ha realizzato prodotti qualitativamente inferiori.

Vista la tendenza globale sempre più marcata di ridurre i costi e aumentare i profitti, in molti hanno iniziato a mettere in discussione un sistema che si ritiene porti a scarse ottimizzazioni. Perché senza una diretta correlazione tra sprechi e riduzione del salario, i produttori hanno poco incentivo a mantenere i costi entro il budget previsto.

Rivoluzione Apple

Di recente, lo studio di Apple dedicato ad Hollywood ha annunciato ai suoi partner commerciali l’intenzione di rivedere il metodo con cui remunera i talenti. Abbandonando l’approccio che vedeva ogni progetto come un successo garantito, Apple si appresta a introdurre un sistema basato sulle effettive prestazioni di serie TV o film, che prevede l’erogazione di bonus calcolati attraverso un sistema a punti.

Questi bonus varieranno in base a tre criteri specifici: il numero di nuovi abbonati ad Apple TV+ attirati specificamente dall’opera; il tempo totale di visione accumulato; infine, i costi di produzione in relazione all’ampiezza dell’audience. Coloro che si troveranno tra i protagonisti dei programmi di maggiore successo, potranno arrivare a dividersi una somma fino a 10,5 milioni di dollari per stagione.

Il piano proposto da Apple non è ancora definitivo e la compagnia ha richiesto del feedback per affinarlo ulteriormente. Questa nuova politica di remunerazione si applicherà esclusivamente ai programmi prodotti internamente da Apple, non estendendosi quindi a tutte le produzioni disponibili su Apple TV+.

Amazon come metrica di performance potrebbe consoderare la percentuale di spettatori che completano la visione di uno show. Ella Purnell approverebbe.

Amazon come metrica potrebbe considerare la percentuale di spettatori che completano la visione di uno show. Ella Purnell approverebbe.

Tuttavia, questa mossa segna l’inizio di un esperimento, condiviso anche da Amazon e Netflix, che potrebbe rendere il modello di business dello streaming più simile a quello tradizionale di Hollywood.

Amazon, in particolare, sta ancora valutando quali metriche considerare più rilevanti, come ad esempio la percentuale di spettatori che completano la visione di uno show. Entrambe le aziende prevedono di testare questi nuovi modelli nei mesi a venire.

Quando verranno attuati, vedremo come influenzeranno la qualità media delle produzioni. La sensazione è che a beneficiarne saranno gli spettatori, soprattutto quelli di Netflix, la cui programmazione forse diverrà meno bulimica preferendo la qualità alla quantità.

 

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