Se c’è una cosa di cui siamo sicuri, è che l’ordine degli avvocati americano deve avere un busto di Tim Sweeny ben esposto all’ingresso dei suoi uffici. Dalle cariche a testa bassa del patron di Epic Games contro i mulini a vento di Apple e Google, è infatti scaturita una serie così nutrita di azioni legali da farci più volte domandare se non fosse il caso di creare una sezione Legal in questo sito.
Un giorno decideremo il da farsi ma, in attesa di quel momento, non ci resta che riportare che venerdì scorso Apple ha negato di aver violato un’ordinanza del tribunale che regola il suo App Store e ha esortato un giudice federale della California a respingere la richiesta dello sviluppatore di Fortnite, Epic Games, di ritenere l’azienda in violazione dell’ordine.
Durante la presentazione delle sue argomentazioni al giudice distrettuale Yvonne Gonzalez Rogers di Oakland, che aveva già gestito il processo del 2020 in cui Epic aveva accusato Apple di pratiche anticoncorrenziali, Apple ha accusato l’azienda di Tim Sweeney di mirare a modificare le sue operazioni commerciali per aumentarne i propri guadagni. E quindi di volersi appropriare indebitamente delle proprie tecnologie senza voler pagare nulla in cambio.
Va ricordato infatti che nonostante Apple abbia vinto il processo nel 2021, il giudice Rogers le aveva imposto di permettere agli sviluppatori di indirizzare gli utenti verso metodi di pagamento alternativi per l’acquisto di beni digitali. A gennaio, poi, la Corte Suprema degli Stati Uniti aveva deciso di non intervenire in merito all’appello di Apple contro tale disposizione.
Epic, dal canto suo, ha recentemente ribadito che Apple sta eludendo apertamente questa ingiunzione, criticando in particolare l’introduzione di una commissione del 27% su alcuni acquisti, che renderebbe inefficaci i collegamenti a metodi di pagamento alternativi. Inoltre, Epic ha accusato Apple di proibire ad alcune app dal comunicare agli utenti l’esistenza di altre opzioni di pagamento.
A sostegno delle affermazioni di Epic, importanti aziende tecnologiche come Meta, Microsoft, X e Match Group hanno espresso posizioni simili, evidenziando da parte di Apple una presunta violazione dell’ordine del tribunale. Un altro processo simile, intentato da Epic contro Google, è in attesa di una decisione a San Francisco che potrebbe comportare un ordine simile per il Google Play Store entro l’anno.


