Dietro le quinte dell’IA di Apple, tra acquisizioni e sviluppi pionieristici

da | 26 Gen 2024 | IA

Apple è stata più volte accusata negli ultimi mesi di essere tra le Big Tech quella rimasta più indietro nella corsa alle IA. Ma è davvero così? Forse no.

È dello scorso 28 marzo 2023 la notizia, riportata da Pitchbook, che Apple ha acquisito 21 startup di IA a partire dal 2017, quasi il doppio delle acquisizioni da parte di Microsoft e Meta. Tra queste spicca WaveOne, una startup californiana specializzata in compressione video basata su IA, acquisita all’inizio del 2023. Per avere un’idea della portata dello shopping di Tim Cook, Accenture, la celebre società di consulenza globale, di start-up ne ha acquistate 19, il secondo numero più alto dopo Apple.

Daniel Ives di Wedbush Securities prevede ulteriori acquisizioni significative da parte di Apple nell’IA entro l’anno: “Stanno pianificando importanti operazioni di fusione e acquisizione. Sarei stupito se non realizzassero un importante accordo quest’anno, data la corsa agli armamenti in atto nel settore dell’IA. Apple non intende certo stare in disparte”.

Morgan Stanley inoltre riporta che metà delle offerte di lavoro in IA di Apple ora includono il “Deep Learning” tra i requisiti, mentre nel 2018 Tim Cook ha assunto John Giannandrea, un ex dirigente di Google esperto in IA.

Nonostante la riservatezza sui suoi progetti di intelligenza artificiale, a differenza di aziende come Microsoft, Google e Amazon, si ritiene che Apple stia sviluppando modelli di linguaggio avanzati, simili a quelli alla base di prodotti di IA generativa come ChatGPT di OpenAI. Ma che li voglia integrare direttamente nei suoi dispositivi, come gli iPhone e gli Apple Watch.

Si tratta di una sfida che richiede modelli di linguaggio più compatti e processori più potenti. Ma senz’altro alla portata di Apple, se è vero che produttori come Samsung e Google hanno già lanciato dispositivi con capacità di IA generativa autonoma.

Ad avvallare queste teorie viene la considerazione che Apple ha introdotto nuovi processori, come l’M3 Max per MacBook e il l’S9 per l’Apple Watch Serie 9, che migliorano proprio le prestazioni dell’IA generativa e permettono a Siri di funzionare offline. Il nuovo chip A17 Pro nell’iPhone 15, invece, offre un motore neurale più veloce.

Inoltre, Apple ha lanciato un LLM open source in collaborazione con l’Università di Columbia, chiamato “Ferret”. Attualmente funziona come un aiuto visivo, informando l’utente su ciò che sta vedendo, compresi oggetti specifici all’interno dell’immagine. Amanda Stent, direttrice dell’Istituto Davis per l’IA presso il Colby College, ha osservato: “Un problema dei LLM è che la loro unica esperienza del mondo avviene attraverso il testo. Questo rende Ferret particolarmente interessante perché permette di collegare direttamente il linguaggio col mondo reale”.

Secondo Dylan Patel di SemiAnalysis, Apple si sta concentrando sempre di più sull’IA nei suoi chip. E alla Worldwide Developers Conference, prevista a giugno, Apple per alcuni potrebbe presentare iOS 18, incentrato sull’IA generativa e inclusivo di una versione avanzata di Siri.

Nonostante Microsoft abbia brevemente superato Apple come azienda più valorizzata, gli analisti di Bank of America hanno alzato la valutazione delle azioni di Apple, adducendo come ragione il potenziale stimolo alla domanda di iPhone dovuto alle future implementazioni dell’IA generativa.

 

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