Apple si prepara ad aprire CarPlay agli assistenti vocali di intelligenza artificiale di terze parti. Nei prossimi mesi, secondo fonti a conoscenza del progetto, l’azienda permetterà per la prima volta ai conducenti di conversare con chatbot come ChatGPT o Gemini direttamente attraverso l’interfaccia del veicolo, senza dover togliere le mani dal volante.
È una mossa che rappresenta un cambio di rotta rilevante per un’azienda storicamente restia ad aprire i propri ecosistemi a tecnologie esterne, e che finora aveva riservato il controllo vocale in CarPlay esclusivamente al proprio assistente Siri.
La decisione arriva dopo mesi di pressioni da parte degli utenti, che hanno chiesto ripetutamente questa possibilità, e in un momento in cui i nuovi assistenti IA generativa stanno guadagnando terreno rispetto alle capacità più limitate di Siri.
Fornitori come OpenAI, Anthropic e Google potranno ora sviluppare versioni CarPlay delle loro app con modalità di controllo vocale integrate, permettendo ai conducenti di fare domande complesse o chiedere raccomandazioni senza uscire dall’ecosistema dell’auto.
Ma Apple mantiene il controllo
L’apertura, però, avrà dei paletti precisi. Apple non permetterà agli utenti di sostituire il pulsante Siri presente in CarPlay né la parola di attivazione che richiama l’assistente.
Per usare un chatbot di terze parti, i conducenti dovranno aprire manualmente l’app corrispondente. Gli sviluppatori avranno comunque la possibilità di progettare le loro applicazioni in modo che la modalità vocale si attivi automaticamente al lancio dell’app, rendendo l’esperienza più fluida.
Questa architettura permette ad Apple di mantenere il controllo sui punti di accesso principali del sistema, relegando gli assistenti esterni a un ruolo complementare piuttosto che sostitutivo. Una strategia che riflette l’approccio tipico dell’azienda: aprire quando necessario, ma senza cedere le chiavi di casa.
Il divario tra Siri e i nuovi assistenti IA
La necessità di questa apertura nasce da un divario sempre più evidente nelle capacità. Siri in CarPlay funziona bene per compiti circoscritti: gestire la riproduzione musicale, inviare messaggi, impostare la navigazione. Ma quando si tratta di domande più articolate o richieste che richiedono ragionamento complesso, molti utenti si sono già rivolti a servizi come ChatGPT o Gemini.
Attualmente, chi vuole usare questi assistenti in auto deve accontentarsi di soluzioni raffazzonate: aprire l’app sull’iPhone e conversare attraverso il vivavoce dell’auto, un’esperienza che opera completamente al di fuori di CarPlay.
Alcuni hanno tentato di aggirare il problema sincronizzando widget di scorciatoia dall’iPhone a CarPlay, ma si tratta di espedienti che confermano più che risolvere il problema di fondo.
Parallelamente all’apertura verso terze parti, Apple sta lavorando per colmare il gap tecnologico del proprio assistente. L’azienda prevede di aggiornare Siri quest’anno con una funzionalità chiamata internamente “World Knowledge Answers”, che aggiungerà capacità di ricerca web simili a quelle di ChatGPT e strumenti per sintetizzare informazioni online.
È una strategia a doppio binario: da un lato riconoscere la superiorità attuale dei concorrenti e permettere agli utenti di accedervi, dall’altro rafforzare il proprio assistente per recuperare terreno. Un equilibrio delicato tra pragmatismo commerciale e ambizione tecnologica.
CarPlay come asset strategico nell’industria automobilistica
La mossa acquista ulteriore significato se considerata nel contesto del peso che CarPlay ha assunto nell’industria automobilistica. Il sistema standard è diventato talmente popolare da essere considerato un requisito indispensabile da molti acquirenti di auto. Anche Tesla, che per anni ha resistito all’integrazione, sta ora lavorando per supportare CarPlay nel tentativo di rilanciare le vendite.
Apple ha anche sviluppato CarPlay Ultra, una versione premium che permette di controllare funzioni come la regolazione dei sedili e il climatizzatore direttamente dal software Apple. Il sistema è già disponibile su Aston Martin e arriverà su almeno un modello Kia o Hyundai entro fine anno.
La sua diffusione procede però lentamente poiché richiede personalizzazioni specifiche per ogni casa automobilistica, rendendolo probabilmente un’offerta di nicchia. È il CarPlay standard, quello accessibile e universale, a rappresentare il vero asset strategico per Apple nel mondo dell’automotive.
Fonti: Bloomberg, TechCrunch


