L’espressione “death from above” (“morte dall’alto”) è associata all’aeronautica militare e, in particolare, ai paracadutisti e alle forze aeree degli Stati Uniti.
È diventata famosa grazie ai paracadutisti della 101ª Divisione Aviotrasportata dell’Esercito degli Stati Uniti durante la Seconda Guerra Mondiale. Successivamente, l’espressione è stata utilizzata in vari contesti, anche nella cultura pop, nei videogiochi e nei film, per indicare attacchi aerei o bombardamenti dall’alto.
La rivoluzione bellica dei droni
Nella moderna tecnologia militare, i droni da guerra si stanno ritagliando un ruolo sempre più rilevante, non solo sui campi di battaglia ma anche nei media.
Nonostante se ne parli frequentemente, però, questi dispositivi restano spesso un concetto astratto, finendo per venire immaginati come versioni militari dei droni che vediamo utilizzati a scopo ricreativo.
Il recente annuncio dei nuovi droni della serie Bolt di Anduril Industries, startup bellica sulla cui valutazione miliardaria ci siamo già soffermati, ci offre il pretesto per vederne uno in azione. E capire quindi la forma disumana (in senso letterale) che stanno prendendo i conflitti moderni.
Grazie infatti alla capacità dei droni di operare senza equipaggio, riducono i rischi per le vite dei soldati e permettono un monitoraggio continuo e preciso dei campi di battaglia.
Possono essere utilizzati per attacchi mirati, sorveglianza a lungo raggio o come piattaforme per la raccolta di dati strategici, rendendoli strumenti versatili e cruciali in operazioni sia offensive che difensive.
Questo ha permesso alle forze armate di agire con maggiore efficienza e rapidità, modificando profondamente la natura della guerra stessa e rivoluzionando il modo in cui vengono condotte le operazioni militari.
Arrivano i Bolt e Bolt-M
Il contractor della difesa statunitense Anduril Industries, dicevamo, ha presentato due nuovi velivoli aerei autonomi dotati di intelligenza artificiale: Bolt e Bolt-M. Sono facili da usare e altamente precisi grazie alle loro funzionalità IA, che semplificano notevolmente l’operatività rispetto a quelli armati e pilotati manualmente.
L’intelligenza artificiale infatti automatizza “migliaia di input di volo manuali necessari per tracciare efficacemente gli oggetti d’interesse, consentendo agli operatori di concentrarsi sulle decisioni chiave piuttosto che sulla navigazione”.
Il drone Bolt, dedicato alla ricognizione, ha un raggio d’azione superiore ai 20 chilometri, può rimanere in volo per oltre 45 minuti e pesa circa 5,4 chilogrammi. Secondo Anduril, è adatto sia per missioni di ricognizione che di ricerca e salvataggio.
La variante Bolt-M, armata, è stata progettata per fornire alle truppe a terra una “potenza di fuoco precisa, semplice e flessibile”, secondo quanto afferma l’azienda. La sua semplicità d’uso e letalità sono ben mostrate dal video qui sotto.
Condivide specifiche simili in termini di autonomia e raggio d’azione ma pesa tra i 5,9 e i 6,8 chilogrammi a seconda del carico. Anduril sostiene che il Bolt-M può attaccare da qualsiasi angolazione, anche dall’alto, colpendo i punti deboli dei bersagli in ambienti complessi con estrema precisione.
Targeting autonomo assistito dall’AI
Entrambi i droni sono dotati di avanzati sistemi di visione artificiale e apprendimento automatico, che consentono agli operatori di tracciare i bersagli da posizioni definite dall’utente e di mantenere il tracciamento anche quando il bersaglio è parzialmente occultato.
Anduril sottolinea la facilità d’uso dei droni, progettati per una gestione sicura, un rapido dispiegamento e un’operatività efficace con una formazione minima.
L’azienda peraltro ha una lunga esperienza nello sviluppo di tecnologie militari e di sorveglianza, tra cui il drone Anvil, che identifica e attacca autonomamente i bersagli ad alta velocità. Il drone di sorveglianza Ghost di Anduril è già in uso da parte dell’esercito statunitense.
Anduril partecipa inoltre al programma Collaborative Combat Aircraft (CCA) dell’aeronautica statunitense, che mira a sviluppare droni altamente autonomi in grado di operare insieme agli aerei con equipaggio come parte della strategia futura dell’Air Force.
Con l’introduzione di droni sempre più sofisticati e autonomi, il modo in cui concepiamo la difesa e le operazioni militari sta cambiando.
Il Bolt e il Bolt-M sono solo l’inizio di un nuovo paradigma, dove la tecnologia diventa sempre più parte integrante delle decisioni tattiche e strategiche. Resta da vedere come queste innovazioni influenzeranno i conflitti futuri e se porteranno a un maggiore equilibrio o a nuovi rischi sul piano internazionale.


