L’amministrazione Trump, al suo secondo mandato, vuole imprimere una svolta alle strategie della difesa americana, e c’è chi ne trarrà subito beneficio.
È il caso di Anduril, start-up fondata da Palmer Luckey – fondatore di Oculus e aperto sostenitore di Donald Trump – che ha salutato positivamente l’approccio dell’attuale governo alla sicurezza nazionale.
“Abbiamo buone vibrazioni”, ha dichiarato Christian Brose, presidente dell’azienda, durante una visita in Australia.
L’allineamento ideologico di Anduril
Christian Brose non è solo un dirigente: ha un passato come consigliere del senatore repubblicano John McCain e conosce bene le dinamiche della politica americana.
Secondo lui, la nuova amministrazione condivide l’insoddisfazione per le lentezze del procurement militare e sembra pronta a cambiare le regole del gioco.
“C’è una grande opportunità e, a quanto pare, molta disponibilità da parte della nuova amministrazione Trump a fare le cose in modo diverso”, ha dichiarato.
E ha aggiunto, senza troppi giri di parole: “Non è un segreto che il nostro fondatore abbia finanziato Trump, lo sostenga con convinzione e lo faccia da molto tempo”.
Intelligenza artificiale e tagli strategici
L’interesse di Anduril per le nuove priorità del Pentagono è anche legato a un importante snodo finanziario.
Il mese scorso il Dipartimento della Difesa ha chiesto alle forze armate di individuare fino a 50 miliardi di dollari di tagli al budget.
Brose ha però sottolineato come questo non significhi necessariamente una riduzione della spesa: “Non è chiaro se l’8% di tagli sia un vero desiderio di ridurre il budget o piuttosto un modo per recuperare risorse da reinvestire in nuove capacità militari”.
Anduril punta tutto su sistemi autonomi e a basso costo, proprio quel tipo di tecnologia che potrebbe beneficiare di una riallocazione di fondi: tra questi, software di rilevamento automatico delle intrusioni e droni subacquei come il Ghost Shark, già sviluppato in collaborazione con le forze armate australiane.
L’Australia, la ‘nuova’ Europa
Oltre agli Stati Uniti, Anduril guarda con sempre maggiore interesse all’Australia.
L’azienda, che sta costruendo un impianto di produzione in Ohio, ha confermato l’intenzione di aprire altri stabilimenti anche fuori dagli USA, citando esplicitamente l’Australia come possibile sede, a patto che esista un valido business case.
Incidentalmente, il governo di Canberra ha iniziato a testare la tecnologia Anduril nella base RAAF di Darwin, e la divisione australiana dell’azienda – guidata dal CEO David Goodrich – ha presentato un’offerta produttiva nell’ambito del programma “Guided Weapons and Explosive Ordnance Enterprise”.
Ma perché guardare all’Australia? Perché oggi si trova al centro della nuova visione strategica della difesa occidentale, che ha molta più paura della Cina che della Russia. Cosa questa che probabilmente spiga il recente disinteresse statunitense verso il Vecchio Continente.
AUKUS per il controllo dell’Indo-Pacifico
Il trattato AUKUS è un patto strategico trilaterale tra Australia, Regno Unito e Stati Uniti, annunciato ufficialmente il 15 settembre 2021. Il suo nome è l’acronimo dei tre Paesi coinvolti.
L’obiettivo principale è rafforzare la cooperazione in ambito militare e tecnologico, con particolare attenzione alla sicurezza nell’Indo-Pacifico, in chiave di contenimento proprio dell’influenza crescente della Cina nella regione.
Anduril, in collaborazione con l’Australian Defence Force, ha sviluppato il Ghost Shark, un drone subacqueo autonomo pensato per operazioni militari avanzate. Secondo David Goodrich, CEO di Anduril Australia, l’azienda punta a iniziare presto la produzione su larga scala del sistema, tanto che è già in corso la costruzione di un impianto in Nuovo Galles del Sud, in vista dell’eventuale assegnazione di un contratto governativo.
Nel frattempo, il succitato programma AUKUS prevede il trasferimento a Canberra della tecnologia necessaria per realizzare sottomarini a propulsione nucleare. Si tratta di un progetto di lungo termine, che dovrebbe assorbire oltre 360 miliardi di dollari australiani nei prossimi decenni.
Christian Brose ha però sottolineato come le due soluzioni, tradizionale e autonoma, non siano in contrapposizione: “La risposta è entrambi, non uno o l’altro. Il vantaggio dei sistemi autonomi come il Ghost Shark è che possono essere consegnati molto più rapidamente, prodotti in quantità molto maggiori e a costi molto più bassi”.”.
Per Anduril, insomma, il futuro della difesa passa dalla tecnologia, dalla velocità di produzione e dall’abbattimento dei costi. E dalla capacità di leggere, prima degli altri, la direzione in cui soffia il vento di Washington.


