Neanche il tempo di scrivere che Margrethe Vestager, capo dell’antitrust dell’UE, sta investigando (tra le altre cose) i tentativi di Big Tech di cannibalizzare le altre aziende tramite assunzioni di massa del loro personale, ed ecco Amazon uscirsene con una mossa “alla Inflection”.
Ci riferiamo, nello specifico, a quando lo scorso marzo Microsoft ha spolpato Inflection AI, società di intelligenza artificiale avanzata al lavoro su un assistente digitale di nome Pi, che mirava a rivoluzionare il modo in cui interagiamo con le macchine.
In quell’occasione Mustafa Suleyman e Karén Simonyan, i co-fondatori di Inflection, passarono lo stesso giorno a Microsoft, portandosi dietro per giunta “alcuni membri” del loro gruppo, e lasciandosi alle spalle qualcosa di molto simile a una scatola vuota.
Amazon ha appena fatto la stessa cosa assumendo i cofondatori e parte del team di Adept, una startup di San Francisco valutata oltre 1 miliardo di dollari e che ha raccolto più di 410 milioni di dollari in finanziamenti. David Luan, cofondatore e CEO di Adept, si unirà così ad Amazon insieme ad altri cofondatori e dipendenti.
Adept continuerà ad operare indipendentemente con un nuovo CEO già nominato. E l’accordo con Amazon vedrà quest’ultima pagare una tariffa di licenza non esclusiva per utilizzare alcune tecnologie di Adept, specializzate nell’automazione di funzioni aziendali. I termini specifici dell’accordo non sono comunque stati resi pubblici.
Questa mossa si inserisce in un contesto più ampio degli sforzi di Amazon nell’IA. L’azienda di Jeff Bezos starebbe investendo nello sviluppo di un ambizioso modello linguistico per competere coi giganti del settore come OpenAI (cioè Microsoft) e Alphabet.
L’acquisizione dei talenti di Adept segnala un particolare interesse di Amazon per gli agenti di IA, un’area chiave per il futuro del settore. Ed è da notare che Adept aveva anche discusso potenziali collaborazioni con altre aziende tecnologiche, tra cui Meta, che alla fine ha deciso di non procedere.
Amazon sta anche lavorando per integrare completamente l’IA generativa nel suo assistente vocale Alexa, con l’obiettivo di fornire risposte quasi istantanee a richieste o domande complesse.
All’interno di Amazon, Luan e i suoi colleghi riferiranno a Rohit Prasad, responsabile dell’intelligenza artificiale generale (AGI). Prasad, che ora riferisce direttamente al CEO Andy Jassy, sta unificando gli sforzi di IA dell’azienda, coinvolgendo ricercatori di Alexa AI e il team scientifico di Amazon.
Questa acquisizione di talenti solleva non pochi dubbi sulla competizione nel settore dell’IA e sulle strategie delle grandi aziende tecnologiche. Non a caso la Federal Trade Commission, come scrivevamo, sta già indagando su quanto avvenuto tra Microsoft e Inflection AI per verificare se l’accaduto violi le leggi.
La mossa di Amazon evidenzia la crescente importanza dell’IA nel panorama tecnologico e la corsa delle grandi aziende per assicurarsi i migliori talenti e tecnologie in questo campo in rapida evoluzione. Costi quel che costi.


