Alphabet, la holding di Google, ha sorpreso gli analisti superando le previsioni di ricavi e utili nel terzo trimestre, spinta dal potenziamento dei servizi di intelligenza artificiale.
La società ha registrato una crescita del 35% nel business cloud, fortemente sostenuto dall’IA, e un incremento significativo nelle entrate pubblicitarie digitali, consolidando così la sua posizione di leader nel settore tech e rafforzando il portafoglio di offerte per aziende e consumatori.
I risultati di Alphabet
Le azioni di Alphabet hanno chiuso ieri in rialzo dell’1,8%, crescendo di un ulteriore 4,4% nelle contrattazioni after-hours.
Quest’anno il titolo ha guadagnato quasi il 22%, in linea con il mercato generale, riflettendo la fiducia degli investitori nel percorso di espansione tracciato dal CEO Sundar Pichai, che ha definito “fruttuosi” gli investimenti nell’intelligenza artificiale.
L’IA, infatti, non solo alimenta i principali prodotti dell’azienda come il Search e il Cloud, ma rappresenta anche un pilastro della strategia di lungo termine, sostenuto da una visione ambiziosa e risorse considerevoli.
Per lungo tempo considerata “lenta” rispetto a Microsoft nella corsa all’IA, Alphabet sta dimostrando di non voler restare indietro, con un rafforzamento del chatbot Gemini e continui miglioramenti all’offerta di ricerca potenziata dall’IA.
Investimenti esorbitanti
Tuttavia, l’espansione ha costi elevati. Anat Ashkenazi, al suo debutto come CFO nella call con gli analisti, ha anticipato che le spese in conto capitale nel 2025 supereranno quelle di quest’anno, già in forte crescita.
Nel terzo trimestre le spese sono infatti aumentate del 62%, toccando i 13 miliardi di dollari, e si prevede un quarto trimestre altrettanto impegnativo sul fronte degli investimenti.
In tale contesto, il cloud si rivela il fiore all’occhiello della trimestrale. La piattaforma cloud di Google ha generato ricavi per 11,35 miliardi di dollari, segnando un incremento del 35% rispetto all’anno precedente e superando le stime degli analisti.
Questo è stato il tasso di crescita più rapido in otto trimestri, alimentato da una domanda crescente da parte delle aziende, che puntano sempre più su soluzioni cloud per abilitare tecnologie IA avanzate.
Alphabet ha inoltre introdotto annunci pubblicitari nei risultati IA generati in risposta alle ricerche, attraverso il nuovo strumento AI Overview che sfrutta l’IA generativa per riassumere contenuti da diverse fonti e fornire risposte concise alle query degli utenti.
Gli analisti hanno riscontrato un’accoglienza positiva da parte degli utenti verso i nuovi strumenti, che sono percepiti come più affidabili rispetto agli esordi di inizio anno, quando alcune risposte avevano suscitato critiche per errori grossolani, come l’inclusione della colla in una ricetta per la pizza.
La forza costante dell’ADV
Il balzo del settore pubblicitario, principale fonte di entrate per Alphabet, ha portato il fatturato a 65,85 miliardi di dollari, in aumento dai 59,65 miliardi dell’anno scorso.
YouTube ha contribuito con un incremento delle vendite pubblicitarie del 12%, arrivando a 8,92 miliardi di dollari, pur mostrando un rallentamento rispetto al secondo trimestre.
La posizione dominante di Google nel mercato della pubblicità digitale continua ad attrarre investimenti, nonostante la crescente competizione di piattaforme come TikTok e Amazon.
Infine, la stagione elettorale negli Stati Uniti e le Olimpiadi di Parigi 2024, conclusesi ad agosto, hanno dato una spinta extra ai ricavi pubblicitari di Alphabet, aumentando ulteriormente il volume di campagne digitali.
Complessivamente, i ricavi di Alphabet sono cresciuti del 15% raggiungendo gli 88,27 miliardi di dollari nel periodo luglio-settembre, superando la stima media degli analisti di 86,30 miliardi.
In un contesto sempre più competitivo, Alphabet sta dunque dimostrando una capacità di adattamento e innovazione che non solo le consente di tenere il passo con i colossi rivali, ma anche di proseguire nella costruzione di una strategia solida, con l’intelligenza artificiale al centro di ogni sviluppo.


