Alphabet ha annunciato ieri un massiccio piano di investimenti per il 2025, con 75 miliardi di dollari destinati allo sviluppo dell’intelligenza artificiale.
Si tratta di un aumento del 29% rispetto alle previsioni di Wall Street, che si aspettava una cifra intorno ai 58 miliardi.
L’entusiasmo per questa manovra non ha però contagiato gli investitori. I risultati del quarto trimestre hanno infatti mostrato un rallentamento nella crescita del settore cloud e, nel trading after-hours, il titolo ha perso il 9%.
Il CEO Sundar Pichai ha difeso la decisione di aumentare drasticamente gli investimenti, sottolineando che il costo dell’utilizzo dell’intelligenza artificiale è destinato a calare, aprendo nuove opportunità di business.
“Il costo di effettivo utilizzo dell’IA continuerà a scendere, rendendo possibili più casi d’uso”, ha dichiarato Pichai. “L’opportunità è enorme, ed è per questo che stiamo investendo per affrontare questo momento”.
Alphabet, DeepSeek e la sfida dell’efficienza
La decisione di Google arriva in un contesto competitivo sempre più agguerrito, soprattutto dopo l’emergere di DeepSeek, l’ormai nota IA cinese che ha dimostrato come si possa sviluppare un modello di intelligenza artificiale con costi decisamente inferiori.
Mentre Google prevede di spendere tra 16 e 18 miliardi di dollari solo nel primo trimestre, DeepSeek ha dichiarato di aver speso circa 6 milioni di dollari per l’ultima fase di addestramento del suo modello.
Gli analisti iniziano allora a interrogarsi sulla capacità di Alphabet di tradurre questi ingenti investimenti in crescita redditizia.
“È molto difficile difendere Google dopo questo report sugli utili”, ha affermato a Reuters Dave Wagner di Aptus Capital Advisors, evidenziando le difficoltà dell’azienda nell’ottimizzare la spesa per generare profitti. “DeepSeek sta insegnando al mercato che alcune cose possono essere fatte in modo più efficiente”.
Fino a poco tempo fa, il segmento cloud di Google cresceva abbastanza rapidamente da compensare le preoccupazioni sugli investimenti. Il quarto trimestre ha però segnato un rallentamento: i ricavi del cloud sono saliti del 30% a 11,96 miliardi di dollari, ma la crescita è inferiore rispetto al +35% registrato nel trimestre precedente e al +32,3% previsto dagli analisti.
Anche Microsoft, principale concorrente di Google in questo settore, ha riportato una crescita inferiore alle attese per la sua piattaforma Azure.
La pubblicità regge, la concorrenza aumenta
Se il settore cloud mostra segnali di rallentamento, il business pubblicitario (che rappresenta circa il 75% del fatturato di Alphabet), ha invece registrato una crescita solida.
Nel quarto trimestre, i ricavi pubblicitari sono aumentati del 10,6%, toccando i 72,46 miliardi di dollari e superando le aspettative degli analisti.
YouTube, in particolare, ha visto una crescita del 13,8%, trainata anche dagli investimenti pubblicitari legati alle elezioni presidenziali statunitensi.
La concorrenza nel settore pubblicitario si fa però sempre più agguerrita, con Meta e TikTok che attirano una fetta crescente di inserzionisti.
Questo scenario, unito alle incertezze sul cloud, rende la situazione di Alphabet più complessa: l’azienda sta investendo somme enormi nell’IA ma il mercato inizia a chiedersi se questi investimenti siano sostenibili nel lungo periodo.
Il problema, comunque, non è solo di Google: per informazioni, chiedere a Satya Nadella.


