Anche Alexa+ ha le allucinazioni

da | 12 Ago 2025 | IA

Tempo di lettura: 3 minuti

L’abbiamo aspettata a lungo, ora è arrivata, ma i primi commenti sono contrastanti. Alexa, l’assistente vocale che ha segnato la storia di Amazon, è stata sottoposta a una revisione completa con la nuova versione chiamata Alexa+.

Da un lato, la promessa di un’intelligenza artificiale più potente e conversazionale; dall’altro, alcune problematiche che ne ostacolano il pieno potenziale. Ma prima di trarre conclusioni, vediamo insieme i punti salienti di questo rinnovamento.

Le novità di Alexa+

Dopo anni di evoluzione, Amazon ha introdotto Alexa+ con l’intenzione di portare l’assistente vocale a un nuovo livello. La prima e più evidente differenza è nelle voci. Alexa+ offre una serie di voci più realistiche e naturali, migliorando notevolmente l’esperienza dell’utente.

L’interazione col dispositivo è ora più fluida, grazie anche alla maggiore capacità di comprendere e rispondere a comandi complessi in modo più umano. Funzioni come “imposta tre timer in cucina per 15, 25 e 45 minuti” o “scrivi un itinerario di un giorno e invialo alla mia email” sono gestite con grande precisione.

Ma ciò che davvero distingue Alexa+ dalla versione precedente è la capacità di gestire conversazioni più complesse. Non è più necessario ripetere la parola di attivazione, permettendo agli utenti di interagire in modo più naturale. Il che comporta che è possibile fare domande di follow-up o passare da un comando all’altro senza interruzioni. Si tratta di un miglioramento che rende Alexa+ ancora più simile a una conversazione tra persone.

Il fatto che non sia più necessario ripetere la parola di attivazione ogni volta che poniamo una domanda o una richiesta non significa che l’assistente vocale sia sempre in ascolto. In pratica, il sistema è progettato per riconoscere e rispondere a più comandi in una singola interazione senza richiedere la parola di attivazione ogni volta, ma una volta terminata la conversazione, smette di ascoltare.

Alexa dunque ascolta solo quando rileva la parola di attivazione, e tutte le registrazioni vocali vengono processate nel cloud per fornire le risposte. Gli utenti possono accedere e gestire le registrazioni vocali tramite l’app Alexa, con la possibilità di eliminarle in qualsiasi momento.

Prezzi e disponibilità: un lancio graduale

Alexa+ è già disponibile negli Stati Uniti, ma con una divisione tra membri e non membri Prime. Per gli abbonati al servizio Prime, l’aggiornamento a Alexa+ è gratuito. Chi non è membro Prime, invece, dovrà pagare 19,99 dollari al mese per usufruire delle nuove funzionalità.

La differenza di accesso tra i due gruppi sottolinea l’approccio graduale di Amazon, che sembra voler premiare i suoi abbonati più fedeli. Questo prezzo è riferito al mercato USA, quindi potrebbe variare in altri paesi.

Nonostante le novità promettenti, Alexa+ non è priva di difetti. Durante i test effettuati dal New York Times, sono emerse alcune problematiche legate alla lentezza delle risposte e a errori imprevisti. Ad esempio, quando è stato chiesto ad Alexa+ di annullare una sveglia, Alexa+ ha semplicemente ignorato la richiesta. Inoltre, il tentativo di inviare un documento via email per un riassunto ha generato un messaggio di errore, indicando che il documento non poteva essere trovato.

Soprattutto però, in altri test Alexa+ ha mostrato errori di “allucinazione” delle informazioni, come nel caso di un consiglio errato su un prodotto da acquistare su Amazon. Fortunatamente, l’errore è stato notato prima di procedere all’acquisto.

Questi problemi sono un promemoria delle sfide che Amazon sta affrontando nel tentativo di integrare l’intelligenza artificiale generativa con il sistema di assistente vocale.

Le sfide dell’IA di Alexa+

Uno degli aspetti più complessi di Alexa+ riguarda l’integrazione della tecnologia IA generativa, che si basa su modelli linguistici di grande dimensione. Questi modelli, pur essendo più creativi e capaci di rispondere in modo più fluido, sono anche meno affidabili rispetto ai vecchi sistemi basati su regole fisse.

La sfida, come spiegato da Daniel Rausch, vicepresidente di Amazon, è stata quella di bilanciare la creatività di questi modelli con la necessità di garantire risultati precisi e tempestivi. Il risultato è stato un miglioramento nelle capacità conversazionali ma una perdita di affidabilità in alcuni compiti di base.

L’integrazione di queste nuove tecnologie ha richiesto anche una revisione del funzionamento interno di Alexa. Mentre la vecchia versione si basava su algoritmi deterministici, ora Alexa+ adotta un approccio probabilistico per rispondere, il che ha introdotto tempi di risposta più lunghi e a volte imprecisioni.

Amazon assicura di stare lavorando per correggere questi difetti, e gli utenti dovrebbero aspettarsi migliorie man mano che la tecnologia si svilupperà ulteriormente.

Bene ma non benissmo

Alexa+ rappresenta un passo importante per Amazon, ma oggi non è ancora la versione definitiva dell’assistente vocale che tutti si aspettavano.

Le novità, come le voci più naturali e la maggiore capacità di gestione delle richieste complesse, sono sicuramente un miglioramento rispetto alla versione precedente. Le problematiche legate alla lentezza e agli errori nelle risposte, sono però difficili da ignorare.

Alexa+ segna dunque una transizione importante nel mondo degli assistenti vocali, portando con sé nuove possibilità per l’interazione con la tecnologia domestica. Ma come con qualsiasi nuova tecnologia, sarà necessario tempo per affinare questi strumenti e migliorare l’affidabilità.

Per ora, chi è interessato a provare Alexa+ dovrà essere pronto ad affrontare qualche inconveniente lungo il cammino, ma le potenzialità di questo nuovo assistente vocale sono indubbiamente notevoli.

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